Il legame alcol e cancro c’è, inutile negarlo, evidenziato da una serie di ultime relazioni presentate al Ministero della Salute. Una ricerca dell’Institut National du Cancer francese (anno 2007) dimostra che anche un consumo moderato di bevande alcoliche aumenta il rischio di sviluppare il cancro. E anche il più banale unico bicchiere al giorno può far lievitare il pericolo. Non si tratta di allarmismo: dati alla mano si è visto come un tempo bevande quali il vino, che comunque facevano parte della nostra cultura a tavola, con il mutare dei tempi e degli usi, insieme al proliferare di super alcolici e aperitivi consumati spesso e volentieri fuori pasto, si sono rivelati dopo numerose ricerche, cause scatenanti di diverse tipologie di cancro. Le bevande alcoliche, ormai è un dato assodato e universalmente riconosciuto, rappresentano un fattore di rischio per il cancro alla bocca, alla faringe, alla laringe, all’esofago, al colon-retto, alla mammella e al pancreas. Oltre che essere causa della cirrosi epatica, possibile anticamera del cancro al fegato. Morti evitabili, se le persone fossero più informate dei danni correlati agli alcolici. Da sfatare anche la concezione, secondo quanto affermano gli esperti, dei presunti effetti benefici del vino sul cuore, un tempo definito un “toccasana”.
A conferma sono stati , registrati nuovi casi di patologie cardiovascolari associate al consumo di alcol. In particolare, gli esperti francesi sono convinti che un bicchiere di alcol al giorno aumenterebbe del 168 per cento il rischio di sviluppare un cancro alla bocca, alla faringe e alla laringe; del 28 quello di un cancro all’esofago; del 10 per cento del cancro alla mammella e del 9 per cento quello al colon. Il pericolo, poi, cresce in maniera direttamente proporzionale alla dose, parere condiviso da più fronti. Inoltre nel secondo rapporto su cibo, alimentazione, attività fisica e prevenzione del cancro pubblicato dal World Cancer Research Fund (Wcrf), si sostiene che il limite per evitare danni è un consumo medio di due bicchieri al giorno per gli uomini e di uno per le donne. Dello stesso avviso le principali istituzioni internazionali, l’Organizzazione mondiale della Sanità e le ultime direttive espresse dalla Comunità Europea.
Ora è bene che anche in Italia si inizi a dare una giusta informazione. Ciò non significa che di colpo bisogna bandire vino, birra, grappa dalla tavola, ma entrare nell’ottica che bisogna rispettare delle regole alimentari, e soprattutto considerare l’età, il sesso per il differente metabolismo dei soggetti.
Felicita Scardaccione giornalista pubblicista (Ordine regionale della Puglia)
Hanno collaborato:
- Emanuele Scafato
(Presidente della SIA - Società Italiana Alcologica)
- Gaetano Deruvo
(Presidente della SITD Puglia - Sezione Regionale Pugliese della Società Italiana Tossico Dipendenze)