La contraffazione delle sigarette nel commercio è un fenomeno in costante crescita. Va di sicuro circoscritto con misure sempre più rigide dal momento che gli effetti di tale attività illecita si ripercuotono sull’intera economia e sulle dinamiche del mercato, con danni per produttori, commercianti, lavoratori e consumatori. Inoltre va precisato che questo tipo di sigarette hanno percentuali superiori di catrame (+ 75%), di nicotina (+ 28%) e di monossido di carbonio (+ 63%)” rispetto alle originali. E la contraffazione di sigarette arriva a confezionarne contaminate da sabbia e da altri materiali di imballaggio come pezzetti di plastica (Fonte: BBC).
Quindi è necessaria l’azione che argini il più possibile il fenomeno della contraffazione di sigarette e del conseguente contrabbando, resa difficile da ovvie ragioni legate alla distribuzione specie online. Oggi, il contrabbando non interessa solo o in via quasi esclusiva il territorio italiano, ma si è affermato, in maniera progressivamente crescente, in tutta l'Unione Europea.
L’Italia è oggi interessata al fenomeno della contraffazione di sigarette non solo come mercato di consumo dei tabacchi, ma anche quale area di transito, tenuto conto della posizione centrale del nostro paese nel bacino del Mediterraneo. I tabacchi oggetto della contraffazione di sigarette sono infatti introdotti in Italia, in via preminente, con modalità “introspettive”, vale a dire attraverso i varchi doganali, scortati da documentazione materialmente o ideologicamente falsa, da parte di organizzazioni italiane, polacche e ucraine, talvolta in stretta connessione tra loro.
Felicita Scardaccione, giornalista pubblicista (Ordine regionale della Puglia)
www.dronet.org
Ha collaborato:
Gaetano Deruvo
(Presidente della SITD Puglia – Sezione Regionale Pugliese della Società Italiana Tossico Dipendenze)