La nicotina è il principale alcaloide contenuto nel tabacco. Anche i prodotti di tabacco senza fumo, come il tabacco in polvere o il tabacco da fiuto ed il tabacco da masticare, contengono nicotina.
La nicotina, riconosciuta come una delle droghe che danno maggiore assuefazione e largamente utilizzate, è un liquido denso, oleoso, idrosolubile, liposolubile, incolore che diventa giallo/marrone quando viene bruciato, acquisendo l'odore tipico del tabacco quando si espone all'aria. Da quando la nicotina fu identificata per la prima volta agli inizi del secolo XIX, studiata attentamente, ha rilevato numerosi effetti complessi e non prevedibili sul cervello e sul corpo. Fumare sigarette rimane comunque la forma predominante di assuefazione alla nicotina, il cui contenuto in una sigaretta è in percentuale tra 0,5 e 2 milligrammi (mg), a seconda della marca.
Inalando il fumo, il fumatore medio dunque ingerisce tra 1 e 2 mg di nicotina per sigaretta, la cui dose letale è di 60 mg. La nicotina inoltre si assorbe attraverso la pelle e la mucosa orale e nasale o si inala attraverso i polmoni; penetra pure nell’organismo del feto attraversando la barriera placentare e compare in tutti i liquidi corporei, anche nel latte materno. E a seconda di come si assume il tabacco, la nicotina può arrivare rapidamente a livelli molto alti nel sangue e nel cervello, in pratica al cervello esattamente in 10 secondi dopo essere stata inalata.
Felicita Scardaccione, giornalista pubblicista (Ordine regionale della Puglia)
www.dronet.org
Ha collaborato:
Gaetano Deruvo
(Presidente dela SITD Puglia - Sezione Regionale Pugliese della Società Italiana Tossico Dipendenze)