Editoriali ABC: Salute e Benessere

La terapia farmacologica del fumo

Il tabagismo presenta le caratteristiche tipiche di una tossicodipendenza da cui si evince la necessità per uscirne fuori di una specifica terapia del fumo, in quanto il principio psicoattivo del tabacco, la nicotina, è in grado di indurre fenomeni di tolleranza, sintomatologia astinenziale e difficoltà a controllarne l’uso.

 

Diverse quindi le strategie di terapia per il fumo: la più importante, quella farmacologica, si basa con la prescrizione dei sostitutivi della nicotina (NRT) nelle varie forme, come cerotti, preparati per inalazione, gomme da masticare, compresse sublinguali.

 

Poi ci sono gli antagonisti parziali della nicotina (citisina e vareniclina - solo su presentazione ricetta medica) che provocano una modesta stimolazione attraverso la dopamina e impediscono, sempre utilizzati nella terapia del fumo, che la nicotina assunta provochi ulteriori effetti sui recettori. Infine utili nella terapia del fumo anche gli antidepressivi anche questi prescrivibili dal medico, bupropione e nortriptilina: ambedue attenuano il desiderio impellente di fumare e riducono la sintomatologia propria della sindrome di astinenza.

 

Va precisato poi che per una corretta terapia del fumo i sostitutivi della nicotina sono indicati, per esempio, per chi fuma 10 o più sigarette; o per chi ha già avuto esperienza di crisi d’astinenza in precedenti tentativi di smettere; e in genere indicati nella terapia del fumo a soggetti che fumano la prima sigaretta entro mezz’ora dal risveglio.


Scritto da

Felicita Scardaccione, giornalista pubblicista (Ordine regionale della Puglia)


Fonti principali:

- www.dronet.org
- Ministero della Salute

Ha collaborato: Gaetano Deruvo
(Presidente della SITD Puglia – Sezione Regionale Pugliese della Società Italiana Tossico Dipendenze)


il 29/10/2009
On-line dal 29/10/2009

Pagina aggiornata al: 29/10/2009

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