Salve a tutti,
Mio padre settantenne ha un colesterolo che non supera la soglia di allarme (170) ma gli è stata diagnosticata una placca arterosclerosa all'altezza del collo con ostruzione del 30 per cento del vaso.
Per questo il medico gli ha prescritto il Crestor. Mio padre ha alti i livelli di azotemia (gli è stata disgnosticata una insufficenza renale cronica ed ha difficoltà a trattenere l'urina) ed in passato ha anche sofferto di problemi al fegato (assumeva un certo Celestone) che poi fortunatamente è riusciuto a risolvere con al dieta.
Considerato che il trattamento con statine ha controindicazioni specifiche per chi ha problemi ai reni e pure al fegato e tenuto conto del fatto che il suo colesterolo non supera la soglia di allarme (250 se non sbaglio) è corretto l'utilizzo delle statine ?
Se le statine sono un farmaco che agisce inibendo la produzione del colesterolo e la placca arterosclerosa al collo non si è formata per un colesterolo elevato come è possibile che si possa rallentare il processo di arterosclerosi con un farmaco anticolesterolo?
Cosa ne pensate delle teorie del famoso medico-scrittore dottor Billi Perugini in tema di farmaci anticolesterolo?
Grazie ogni vostra eventuale risposta
