La ricerca della Penn State University, che sarà pubblicata su 'Science' (nella versione online 'Science Express'), rappresenta un passo fondamentale verso la progettazione di composti mirati per prevenire le infezioni da "superbatteri", microrganismi resistenti ai medicinali e dunque difficili da sconfiggere. Il team diretto da Squire Booker ha iniziato a studiare una proteina prodotta da un recente "superbug". Booker spiega che alcuni studi genetici hanno rivelato come lo - un patogeno batterico - si fosse evoluto 'dotandosi' di un nuovo gene chiamato CFR. La proteina creata da questo gene aveva un ruolo chiave nei meccanismi di resistenza ai farmaci. In seguito lo stesso gene è stato trovato in un ceppo di stafilococco Aureo, causa di numerose infezioni antibiotico resistenti.
Poiché questo gene spesso si trova all'interno di un elemento mobile del dna cellulare, si può spostare facilmente da un agente patogeno non umano (come il primo) ad altre specie che infettano l'uomo. "Il gene, che è stato trovato in campioni di Stafilococco Aureo isolati in Stati Uniti, Messico, Brasile, Spagna, Italia e Irlanda, rende questi batteri resistenti a sette classi di antibiotici", spiega Booker. Chiaramente, i batteri con questo gene hanno un vantaggio. "Tuttavia, fino ad ora, il processo con cui la proteina" nel mirino "alterava la struttura genetica dei batteri non era chiaro". Ora, invece, il team ha fotografato "in 3D quello che accade a livello molecolare". Insomma, in che modo i batteri superano in astuzia gli antibiotici, proprio grazie alla proteina CFR e al suo ruolo in un processo chiamato . Il prossimo passo del team sarà quello di utilizzare queste informazioni per progettare nuovi composti che potrebbero funzionare in combinazione con i 'classici' antibiotici.
Science 27 May 2011: Vol. 332 no. 6033 pp. 1089-1092 - DOI: 10.1126/science.1205358
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