I giovani adulti nati prematuramente mostrano più possibilità biologiche di incorrere in problemi di salute.
E' il risultato di una ricerca dell'Imperial College di Londra. Gli esiti dell'indagine sono stati riportati sulla rivista "Pediatric Research" e segnalano quanto sia importante monitorare in età adulta i neonati prematuri per accrescere la possibilità di individuare segni precoci delle malattie.
Lo studio ha coinvolto 48 volontari di età compresa tra i 18 i 27 anni (23 uomini e donne sani nati prima delle 33 settimane e 25 uomini e donne sani nati nei termini regolari): i nati a 33 settimane di gestazione risultavano avere la pressione sanguigna più alta, i tessuti più grassi, pur mantenendo un normale indice di massa corporea, e una maggiore presenza di grasso nei muscoli e nel fegato. Tutte caratteristiche collegate a patologie cardiache, metaboliche e al diabete di tipo 2. Le differenze di grasso intorno all'addome risultavano più marcate negli uomini.
Un dato allarmante se si considera che il numero di bambini nati prematuri ogni anno è in aumento, e nei paesi sviluppati, circa il 2 per cento dei bambini nasce prima delle 33 settimane di gestazione. Nonostante i progressi della medicina garantiscano un'alta percentuale di sopravvivenza nei neonati prematuri (il 90 per cento dei bimbi concepiti prima delle 33 settimane ormai va tranquillamente a casa) è chiaro dallo studio londinese che l'impatto sulla salute della nascita pretermine persiste anche in età adulta. Sconosciute ancora le vie biologiche coinvolte nel determinare questa rapporto causa-effetto.
"Questo è stato solo un piccolo studio ma le differenze che abbiamo registrato sono abbastanza sorprendenti" dice Neena Modi, docente a capo dello studio del Dipartimento di Medicina dell'Imperial College di Londra. "I risultati suggeriscono che abbiamo bisogno di monitorare la salute dei neonati prematuri ben oltre l'infanzia per recepire e prevenire i segnali di pericolo e aiutare i soggetti a rischio a rimanere sani, intervenendo in primis sullo stile di vita".
Neena Modi e i suoi colleghi hanno indagato attraverso risonanze magnetiche e tecniche chimiche avanzate per carpire le differenze biologiche che potrebbero essere presenti nei giovani adulti testati. Diversità sono state rilevate anche nella composizione chimica delle urine dei soggetti pretermine che producono più metaboliti associati alle infiammazioni.
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