"Forti preoccupazioni legate alla salute, alla carriera, a problemi economici, rappresentano alcuni aspetti che generano delle dissociazioni dalla realtà. Sottraendo la memoria all'esercizio della normalità quotidiana, anche nei gesti più semplici e noti", come chiudere l'acqua o spegnere il gas. Ad affermarlo è Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell'Università G. D'Annunzio di Chieti.
"Se mi dimentico le chiavi di casa o il cellulare - spiega l'esperto - non è importante. Ma se questo 'blackout' avviene in momenti delicati possono accadere anche tragedie. Ad esempio, se colpisce chi ha responsabilità verso terzi: i piloti d'aereo, i macchinisti dei treni, gli autisti di pullman. Per loro una distrazione banale o una dimenticanza possono trasformarsi in tragedia".
Per lo psichiatra dunque, questo può aiutare a spiegare quello che è accaduto a Lucio Petrizzi, padre della piccola Elena, la bambina di Teramo morta nell'Ospedale di Ancona dopo essere stata dimenticata per ore in auto. Il caso è "la declinazione tragica" di questa tipologia di 'black out' mentali.
"In questo caso particolare, il meccanismo psichico - spiega Di Giannantonio - diventa psicopatologico, ovvero accade una dissociazione. Nella mente avviene una frattura di parti estremamente importanti, che per un certo periodo di tempo smettono di dialogare fra loro. La causa spesso è una condizione di 'super' stress".
Secondo lo specialista per evitare che micidiali vuoti di memoria colpiscano categorie sensibili, mettendo a rischio la vita di passeggeri o pendolari, si deve prevedere una sorta di 'stanza di compensazione'. "Ovvero una riduzione dei forti stimoli esterni - afferma Di Giannantonio - e la ricostruzione di riserve energetiche interne. Senza dimenticare il distacco forzato dal lavoro". Insomma, in certi casi è bene prendersi una pausa. "Nei casi medio-lievi basterà una settimana, nei casi gravi anche tre".
Per il padre di Elena lo psichiatra sottolinea la necessità di una psicoterapia psicoanalitica. "Perché il trauma - afferma - è enorme, e il genitore deve essere aiutato a separare il dolore drammatico della perdita dal dolore della colpa. Che in questo caso - dice - non c'è".
"Altro strumento nelle mani della prevenzione - sottolinea lo psichiatra - è la determinazione preventiva del livello di stress. Un'osservazione scientifica che valuta e monitora il grado di attenzione, concentrazione e stress a cui sono sottoposti quotidianamente migliaia di lavoratori. Cosa che già accade con i piloti civili e militari - conclude - ma sarebbe interessante diffondere questa pratica in altri campi". Onde evitare che piccole dimenticanze e vuoti di memoria si trasformino in drammi.
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