Un neo lungo 30 centimetri, che occupava tutto il dorso dalla nuca ai glutei, e si spingeva anteriormente fino al torace, è stato asportato a una neonata all'Ospedale Sant'Anna di Ferrara. Un nevo melanocitico gigante - spiega l'azienda in una nota - che è stato rimosso dal corpo della piccola quando aveva 12 giorni di vita, con un intervento di dermoabrasione in anestesia generale.
L'operazione, è stata eseguita un anno fa. La peculiarità della procedura è consistita nell'utilizzo di uno strumento, abitualmente usato nel paziente adulto nell'ambito chirurgico plastico per la revisione di ustioni o cicatrici, che si avvale di un getto di soluzione idrosalina sterile ad alta pressione, direzionato tangenzialmente alla cute, che provoca una dermoabrasione rapida e omogenea degli stati più superficiali della stessa.
La metodica è quindi poco aggressiva, e questo ha permesso di trattare l'intera superficie del nevo senza un significativo sanguinamento. Ottimo è stato anche il decorso postoperatorio - assicura l'ospedale -nel corso del quale la piccola non è andata incontro a significative perdite di liquidi né ad alcun problema infettivo, non avendo quindi avuto necessità di ricovero nel reparto di terapia intensiva neonatale.
Considerato il successo dell'intervento, i medici hanno deciso di ripetere la procedura una seconda volta quando la neonata aveva raggiunto i 25 giorni di vita, per perfezionare il risultato in alcune aree. Dal primo intervento è trascorso ormai più di un anno, la bambina continua ad essere sorvegliata periodicamente e lo sarà anche nei prossimi anni.
Il risultato continua ad essere soddisfacente da un punto di vista estetico, sottolinea il Sant'Anna. Lo strumento ha permesso infatti di asportare la porzione superficiale del derma in maniera uniforme, permettendo una riepitelizzazione omogenea di cute morbida, e non si sono sviluppati cheloidi.
Il programma futuro potrà prevedere ritocchi estetici, ma solo una volta raggiunta l'età pre-puberale. Questa esperienza, che ha visto una stretta collaborazione fra due specialità chirurgiche, pediatrica e plastica -conclude il comunicato - ha permesso di trovare una nuova applicazione a uno strumento già utilizzato nel paziente adulto, per raggiungere buoni risultati in quella che da sempre è una patologia delicata in ambito chirurgico pediatrico.
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