A puntare il dito su queste insidie, ancora sottovalutate, sono gli esperti intervenuti nei giorni scorsi al Convegno Nazionale 'Ischia Pediatria e Neonatologia'. All'incontro - organizzato da Giuseppe Parisi Direttore della Unità Operativa di Pediatria dell'Ospedale 'Anna Rizzoli' di Lacco Ameno (Napoli) - si è svolta una consensus conference della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza in Pediatria sulle intossicazioni da monossido di carbonio.
"Oggi le due principali forme di intossicazioni nel bambino sono provocate da funghi e da monossido di carbonio. Ricordo - ha spiegato il Presidente della Società, Gianni Messi, primario dell'Ospedale Pediatrico Burlo-Garofolo di Trieste - che le intossicazioni si originano soprattutto dalle cucine, per una fuoriuscita di gas quando il vento, o l'acqua che esce dal contenitore, spegne la fiamma. Altra intossicazione viene dalle stufe a kerosene o dagli scaldabagni".
"In media ogni anno si contano 6.000 casi l'anno in tutte le fasce d'età, con 124 morti. E i bimbi, più sono piccoli, più sono a rischio", dice Italo Farnetani, pediatra di Milano e autore del libro 'Da 0 a 3 anni'. Questo perché "il metabolismo accelerato dei bimbi moltiplica i danni. Inoltre il monossido di carbonio si stratifica in basso, e dunque il bambino, essendo più piccolo rispetto ad un adulto, finisce per respirarlo tutto".
Cosa fare allora? "E' bene- raccomanda Farnetani - non sottovalutare i pericoli e tenere d'occhio costantemente le pentole sul fuoco". Quanto ai funghi, "nonostante tutto, le intossicazioni sono ancora molto diffuse nel nostro Paese. Ecco perché - dice il pediatra - suggerirei di non farli mangiare al bambino: non si tratta di un alimento indispensabile per una dieta sana, e dunque in questo caso, nonostante secondo alcune linee guida gli champignon sarebbero consentiti - conclude - privilegerei l'aspetto della sicurezza". Niente porcini raccolti nei boschi, dunque, per il piccolo di casa, "per evitare ogni possibile pericolo".
Per Approfondire: Vedi Link oppure vedi Dr Italo Farnetani