Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) sono sempre più utilizzate in Europa. Ogni anno si registra una crescita del 10% dei trattamenti, e si è arrivati alla ragguardevole cifra di 1 milione di cicli l'anno.
L'Italia rimane tuttavia ancora indietro e uno degli Stati con la minor disponibilità di trattamenti. A fare il punto della situazione è Luca Gianaroli, presidente della Società italiana di Studi sulla Medicina della Riproduzione (SISMER), nel corso del forum SISMER tenutosi a Bologna il.
''Dopo la sentenza della Corte Costituzionale di circa un anno e mezzo fa - spiega - che ha rimosso alcuni dei divieti previsti dalla legge 40, le cose stanno cambiando anche nel nostro Paese. Tra il 2004 e 2009, per quanto riguarda i trattamenti e risultati, siamo infatti rimasti indietro rispetto all'Europa, ma adesso ci stiamo riavvicinando ai livelli degli altri Stati a noi vicini''.
Nonostante questo però l'Italia continua a rimanere uno dei Paesi con la minor disponibilità di trattamenti in Europa. ''Nel nostro Paese la quota e' di circa 800 trattamenti per milione di abitanti - continua Gianaroli - contro i 3000 di Danimarca e Belgio''.
La ragione principale è da ricondurre al fatto che ''non sono molte le cliniche private convenzionate, cui le coppie possono accedere ai cicli di PMA a prezzi accessibili - prosegue - e quelle che ci sono hanno lunghe liste d'attesa. A ciò va aggiunto che da noi le pazienti non sono più tanto giovani, e quindi il tempo che possono permettersi di aspettare in lista d'attesa è poco''.
Un altro degli effetti positivi della sentenza della Consulta è che stanno diminuendo le coppie che si rivolgono ai centri esteri per la PMA. ''Non abbiamo ancora i dati definitivi - conclude Gianaroli - ma possiamo prevedere per il 2011 e 2012 un calo di questi viaggi''.
Per Approfondire: Vedi www.sismer.it