Secondo un maxi-studio europeo presentato oggi alla Conferenza Mondiale della Menopausa, in corso a Roma, "il drospirenone - un progestinico di IV generazione - riduce del 60% il rischio di ipertensione e del 50% quello di ictus e infarto nelle donne sintomatiche in menopausa", spiega Juergen Dinger, del Centro Universitario di Berlino, fra i coordinatori dello studio Euras-Hrt.
Un lavoro che - confronti alla mano - "sancisce definitivamente anche la sicurezza delle terapie ormonali sostitutive a basso dosaggio. Si tratta, infatti, di una vasta ricerca internazionale, iniziata nel 2002 e durata 9 anni, che ha coinvolto oltre 30.000 pazienti - spiega Andrea Genazzani, Presidente del Congresso - in 7 Paesi, fra cui l'Italia". Nel lavoro sono state incluse 2.000 italiane.
In tutto 10 mila hanno assunto drospirenone e 20 mila le altre Tos (Terapie Ormonali Sostitutive) sul mercato. Ebbene, fra tutte quelle prese in esame "colpisce l'efficacia del drospirenone, che non aumenta la patologia venosa (tromboembolismo), e ha decisamente diminuito quella arteriosa (strokee infarti del miocardio) con un calo del rischio nell'ordine del 50%", aggiunge Dinger.
Inoltre "lo studio EURAS ha rilevato che, se la donna assume la Tos per drospirenone per almeno 3 anni, l'effetto benefico si protrae per almeno altri 12 mesi dalla fine della terapia", conclude Genazzani.
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