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Calo dei vaccini, mai così basso in 10 anni: è allarme epidemia

Vaccinazioni
Vaccinazioni - istockphoto.com






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L’Istituto Superiore della Sanità parla di un calo preoccupante che rischia di diffondere epidemie sconfitte da tempo.

 

In Italia il numero delle vaccinazioni è al limite delle soglie di sicurezza: meno 86% le vaccinazioni per rosolia e morbillo, e solo il 13,6% della popolazione ha fatto il vaccino antinfluenzale.

 

Il rischio concreto è che si annulli l’effetto immunità di gregge e salga il rischio di epidemia. In tal caso, tornerebbero malattie debellate da tempo, come la difterite già presente in Spagna, e sarebbe pericolosamente alto il numero di persone contagiate, tante da poter parlare di epidemia.

 

Perché sono calate le vaccinazioni

I vaccini hanno salvato milioni di vite e protetto altrettanti lattanti dal rischio di incorrere in malattie un tempo mortali, come il morbillo, la rosolia e il tetano.

 

Nonostante l’evidenza scientifica, dallo scorso anno si è fatta strada in tutto il mondo la convinzione errata che i vaccini siano responsabili di patologie gravi come l’autismo. A nulla è finora valso l’impegno delle Istituzioni preposte al monitoraggio della salute, come l’OMS, l’ISS e il Ministero della Salute in Italia. Questa situazione ha portato, a oggi, a un drastico calo delle vaccinazioni, il dato più basso degli ultimi 10 anni.

 

Nella classifica delle vaccinazioni, l’Italia è agli ultimi posti dei paesi europei seguita dagli stati dell’est, mentre ai primi posti troviamo Olanda e Gran Bretagna.

 

Rischi della mancata vaccinazione

A Roma una neonata è morta per complicanze dovute al morbillo, in Spagna si è registrata la presenza di difterite: sono due esempi di quanto potrebbe accadere se si continua a trascurare o ignorare l’importanza dei vaccini per la singola persona e per la società tutta.

 

Se non si ha più la cosiddetta immunità di gregge – spiega Walter Ricciardi, dell’Iss – aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo”.

 

Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale

È necessario approvare in tempi brevi il nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco.

 

Nel frattempo, Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero della Salute e dall’Università degli Studi di Foggia hanno messo in azione il numero verde 800 56 18 56 attivo il lunedì dalle 10.00 alle 18.00 a cui possono chiamare quanti nutrono dubbi e hanno domande sui vaccini: risponderanno medici esperti che daranno tutte le informazioni necessarie.

 

Oltre all’applicazione del piano nazionale per la Prevenzione vaccinale, ci sono i pediatri e i medici di famiglia che operano in prima linea per incentivare le vaccinazioni informando sui rischi di una scelta sbagliata.

 

Fonte e approfondimenti: Ansa, Corriere.


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