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Tagli sanità: 180 prestazioni a carico dei cittadini

Riforma sanitaria
Riforma sanitaria - Shutterstock.com






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Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato importanti novità riguardanti l’erogazione delle prestazioni sanitarie da parte dello stato.

 

La spending review della spesa sanitaria riguarda 180 prestazioni ritenute accessorie, cioè non strettamente necessarie ai fini della diagnosi e della cura del paziente e che, per questo, diventeranno a carico del cittadino.

 

La decisione nasce anche dalla considerazione dell’abitudine diffusa tra i medici di prescrivere analisi e test in modo inappropriato o scorretto, per esempio richiedendo più volte lo stesso esame anche in assenza di una patologia da monitorare

 

Si tratta di una decisione molto discussa perché, secondo alcuni, priverebbe molti cittadini della possibilità di curarsi in modo adeguato e metterebbe in difficoltà i medici che rischiano sanzioni economiche se prescrivono uno dei 180 esami in lista.

 

Su questi punti, il Ministro Lorenzin rassicura dicendo che continueranno a essere tutelate le famiglie a basso reddito, per esempio sarà gratuita la prestazione odontoiatrica fino ai 14 anni, e che quello stilato è un elenco di prestazioni condivise con i medici e non decise a caso.

 

Quali sono le 180 prestazioni che lo stato non pagherà più?

Sono soprattutto esami diagnostici nell’ambito di odontoiatria, dialisi, Tac e Rmn, genetica, allergologia, esami di laboratorio, medicina nucleare e difensiva. In dettaglio:

 

Odontoiatria. Saranno tutelati i ragazzi fino a 14 anni e le persone economicamente disagiate, le prestazioni di odontoiatria interessate sono 35 su 180 (20% circa).

 

Genetica. Si tratta di prestazioni prescritte dagli specialisti ed eseguite una sola volta nella vita, non sarà più possibile prescriverle per una generica mappatura del genoma o a fini di ricerca. Le prestazioni di genetica interessate sono 53 su 180 (30% circa).

 

Allergologia. Alcuni test allergologici e i vaccini dovranno essere prescritti solo dopo una visita specialistica allergologica.

 

Esami di laboratorio. Non si possono prescrivere per generici follow-up, ma solo in base a precise indicazioni cliniche e, in particolare, in assenza di qualsiasi fattore di rischio, il colesterolo e i trigliceridi, per esempio, dovranno essere ripetuti ogni 3 anni; altri esami si potranno richiedere per la diagnosi e il monitoraggio di specifiche patologie.

 

Tac e Rmn. Per la diagnostica per immagini il provvedimento si è concentrato solo su Tac e Rmn degli arti e la Rmn della colonna con mezzo di contrasto, per un totale di 9 prestazioni. Il ministero ritiene che la prescrizione di queste prestazioni secondo i livelli di appropriatezza proposti possa contribuire anche a ridurre le liste di attesa.

 

Dialisi. Le condizioni di erogabilità sono riservate alle metodiche di base domiciliari e ad assistenza limitata che risultano appropriate solo per pazienti che non presentano complicanze da intolleranza al trattamento e/o che non necessitano di correzione metabolica intensa.

 

Medicina nucleare. Le indicazioni di appropriatezza sono limitate a 4 prestazioni prescritte dallo specialista, per le quali vengono definite condizioni di erogabilità e indicazioni prioritarie legate a patologie gravi di tipo neoplastico.

 

Medicina difensiva. È una voce che costa caro al Sistema sanitario nazionale e incide fortemente sull’appropriatezza prescrittiva e che richiede adeguati parametri per valutare la responsabilità professionale. Tra le indicazioni c’è la distinzione tra medico dipendente e libero professionista in caso di presunto errore. La responsabilità civile del medico dipendente del Ssn dovrà essere di natura extracontrattuale con tempi di prescrizione di 5 anni e non di 10 anni come avviene oggi. Inoltre si prevede la definizione nei codici di una fattispecie ad hoc per la colpa medica. Si prevede inoltre una limitazione della rivalsa da parte dell’azienda nei confronti del medico. Ci dovrebbe essere inoltre l’obbligo di una preventiva conciliazione con il cittadino per le strutture pubbliche.

 

La bozza della spending review sarà approvata entro 30 giorni.

 

Fonte e approfondimenti su repubblica.it.


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