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laura76
Utente di ABCsalute.it
Messaggi: 4
Buongiorno,
scrivo per chiedere un parere in merito alla situazione di mio padre, 65 anni , iperteso senza altro problemi.
Qualche mese fa, a causa di problemi comportamentali ma soprattutto di memoria ha fatto una visita geriatrica.
La dottoressa gli ha fatto fare dei test psicologici che sono risultati negativi, a parte una leggerissima forma depressiva,e una tomoscintigrafia cerebrale con il seguente referto:
Esame eseguito con tecnica SPET e ricostruzioni multiplanari dopo correzione per l'attenuazione.
Lieve riduzione della perfusione in regione frontale bilaterale.
Simmetrica la perfusione dei nuclei della base e degli emisferi cerebellari.
Quadro scintigrafico di lieve ipoperfusione frontale.
Utile,nel sospetto di patologia degenerativa,controllo scintigrafico a breve tempo (8-12 mesi).
La dottoressa ha diagnosticato una leggera forma di demenza frontale dando a mio padre la seguente cura:
SOUVENAID (integratore da prendere per 6 mesi)
VIVIFAST (integratore da prendere solo per i mesi di aprile e maggio)
CIPRALEX (dal mese di aprile,mezza compressa per la prima settimana per passare poi ad una compressa intera)
RIVASTIGMINA cerotto a basso dosaggio ogni 24 ore per 6 mesi.
La dottoressa ha anche specificato che può svolgere qualsiasi attività, anche badare al nipotino di 11 mesi.
Da quando, però, ha iniziato la cura (per ora solo cerotto e souvenaid)abbiamo riscontrato in famiglia un peggioramento del comportamento:è diventato apatico perchè dice che tanto è malato, non ha voglia di fare nulla, le cose devono essere ripetute più volte.sta diventando difficile addirittura la convivenza, soprattutto per mia mamma, perchè dimentica anche le porte aperte,non ricorda nemmeno il pagamento di una bolletta (faccio degli esempi per far capire la situazione)dando colpa sempre alla "malattia".Preciso però che se si tratta di fare qualcosa ad una persona estranea alla famiglia ricorda tutto ed è molto disponibile.
Ora mi chiedo, il comportamento può essere dovuto alla malattia come sostiene lui?
Ed è il caso di interpellare anche un neurologo?
Grazie mille per la risposta.
 
Prof. Dr Alfio Giovanni Patanè
WB995
Medico di ABCsalute.it
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Messaggi: 231
Buonasera,
probabilmente occorre modificare la terapia.
Si rivolga ad un Neurologo specialista nel trattamento dell' Alzheimer.
Saluti

_________________
Prof. Dr Alfio Giovanni Patanè
    95128 Catania
    Via Caronda 460
    Tel.095/430661
    neurologopatane@email.it
http://www.alfio-g-patane.abcsalute.it
 
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