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salvatore2
Utente di ABCsalute.it
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Salve,a mia cognata gli hanno diagnosticato infiammazione al nervo ottico.Erano giorni che vedeva offuscato,e allora l'hanno ricoverata per capire le cause e per curarla.Posso sapere più precisamente di cosa si tratta ?Può essere dovuto che lei studiava tanto in questo periodo?
 
SIRAVO
Utente di ABCsalute.it
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Carissimo,
Le neuropatie ottiche infiammatorie ed infettive rappresentano un capitolo importante della patologia del nervo ottico per la molteplicità delle possibili eziologie. Terminologicamente soltanto le neuropatie infiammatorie dovrebbero conservare la denominazione di neurite ottica, essendo ancora oggi definita la neurite ottica anteriore, come papillite, mentre la neurite ottica posteriore corrisponde alla neurite retrobulbare. Isolata o associata a altri segni infiammatori locali o generali l'infiammazione del nervo ottico può tradursi in diversi aspetti oftalmoscopici, ma i segni funzionali sono praticamente costanti, e si traducono in un abbassamento della vista.

Le modalità dell'evoluzione sono variabili e dipendono dalla durata dell'evoluzione e della eziologia. Nelle neuriti ottiche isolate, che sono l'oggetto della maggior parte degli studi, l'acutezza visiva è superiore a 5/10 tra il 70 e 80% dei casi ( ma tali studi comprendono un gran numero di sclerosi a placche) e inferiore a 1/10 solamente nell'8% dei casi. Il recupero visivo quando ha luogo, può essere molto rapido ed importante all'inizio e poi proseguire rallentato per alcuni mesi. Il campo visivo può risultare normale o comportare deficit fascicolari, a testimonianza della distruzione delle fibre. Anche nei casi ove la acutezza visiva ed il campo visivo risultino normali, si può osservare una anomalia della visione dei colori e una anomalia relativa dei potenziali visivi evocati. Un pallore papillare parziale, spesso temporale, generalizzato persiste in un 50-80% dei casi. Spesso è associato a essudati duri peripapillari. Questo pallore può essere compatibile con una acutezza visiva e un campo visivo normali, ma all'iniverso la papilla non è mai normale quando persistano sequele funzionali. Solo in questo ultimo caso si parla di atrofia ottica.

Un caro saluto.

Prof.D.Siravo
siravo@supereva.it
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Prof. Dr Fabio Dossi
VP234
Medico di ABCsalute.it
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Le neuriti ottiche, infiammazionioni del Nervo Ottico, possono avere svariate cause. E' essenziale un approccio multidisciplinare (oculisti,neurologi) per arrivare alla diagnosi e quindi alla terapia.
Non sono causate da uso "intensivo" della vista.
Distinti saluti
Studio Dossi

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SIRAVO
Utente di ABCsalute.it
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Messaggi: 172
Carissimo,
Io mi sono occupato degli studi sperimentali della rigenerazione del nervo ottico.
Gli unicici studi,per altro ancora solamente sperimentali,sono gli studi sull'ONCOMODULINA.
L'assenza della rigenerazione nervosa nelle fibre nervose lesionate del sistema nervoso centrale ha sempre frustrato gli scienziati e i ricercatori di tutto il mondo, ma i ricercatori del Children's Hospital di Boston hanno scoperto un fattore di crescita naturale, l'Oncomodulina, che potrebbe essere una risposta adatta ai danni provocati dalle malattie nervose come il glaucoma, i tumori, i traumi, le lesioni spinali e gli ictus.
Il dottor Yugin Yin ed il dottorando Larry Benowitz, due neuroscienziati dell'Harvard Medical School, hanno effettuato studi sul nervo ottico, che connette le cellule nervose della retina al cervello ed è usato frequentemente come un modello negli studi sulla rigenerazione nervosa.
Negli studi sui ratti con il nervo ottico lesionato, aggiungendo l'oncomodulina con altri fattori che promuovono la crescita, la ricrescita degli assoni raddoppiava. In un altro esperimento l'oncomodulina era mischiata con uno zucchero mannosio e con la forscolina, che aiuta i recettori delle cellule a diventare sensibili ai messaggeri della proteina e questa combinazione era più potente del fattore neurotrofico ciliare nelle stesse condizioni.
L'oncomodulina era nota tra gli scienziati da più di vent'anni, poiché era presente nelle cellule tumorali e nella placenta prima che venisse scoperta anche negli assoni delle cellule nervose dell'occhio.
La teoria dietro la scoperta dell'oncomodulina è: dopo una lesione all'occhio avviene una reazione infiammatoria che stimola i macrofagi che sono cellule immuni ad attaccare gli assoni e a rilasciare una proteina non identificata che provoca la rigenerazione nervosa. Ma affinché l'oncomodulina possa funzionare c'è bisogno di un agente che dovrebbe aumentare l'AMP ciclico, che inizia le varie reazioni cellulari ed aiuta il recettore dell'oncomodulina a funzionare sulla superficie delle cellule.
Esiste un altro duplice approccio avanzato da Benowitz e dal suo collega Dietmar Fischer, in cui gli inibitori naturali della crescita degli assoni vengono soppressi e i fattori di crescita vengono attivati, e tutto ciò potrebbe dare dei risultati incredibili.
L'uso dell'oncomodulina sugli uomini è ancora nella sua fase iniziale, ma la sua scoperta ci ha imbarcato in un viaggio pieno di speranza per quanto riguarda il trattamento delle malattie invalidanti e intrattabili come il glaucoma e la lesione spinale.
Come cure innovative innovative si parla anche di NANOSTRUTTURA DI SUPPORTO,MICROPERIMETRIA ed anche ovviamente di CELLULE STAMINALI,ma tutto è ancora a livello sperimentale o poco più!!
Come vede tutto a livello SPERIMENTALE!!!!!



Un caro saluto.
Prof.D.Siravo
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