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N.mamma
Utente di ABCsalute.it
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Buongiorno. Scrivo per chiedere un consiglio su come rapportarmi con mia figlia di 8 anni che sempre più spesso chiede del papà, un ragazzo che non è mai stato presente nella nostra vita.
Brevemente, quando lei è nata io avevo 20 anni come lui....non accettai di sposarlo e così iniziò la sua indifferenza verso la creatura che portavo in grembo. I primi mesi della cucciola veniva sporadicamente, salvo poi sparire per sempre e andando a raccontare in giro menzogne sul mio conto (raccontava che io non gli facevo vedere la bambina perchè non mi dava i soldi, quando non gli ho mai chiesto 1 euro!). Quando la piccola aveva un anno e mezzo, stanca della gente che mi fermava a chiedermi perchè io non facessi vedere la bambina al padre (quando era lui che non si interessava) e dopo che sua moglie gravida (sposata un anno dopo la nascita della bambina) mi insultò per la strada dandomi della donna di facili costumi (e ancora oggi ne ignoro il motivo), decisi di trasferirmi a 800 km di distanza. Ad oggi so che lui ha avuto 2 figli dalla moglie da cui ha divorziato perchè mentre aspettava il secondo figlio pare abbia avuto una scappatella da cui è stato concepito un altro figlio.
Ora, mia figlia chiede spesso di lui, ho sempre cercato di non farle sentire il senso dell'abbandono di questo padre. Le ho sempre detto che ha scelto un'altra strada ma che non ci ha abbandonate perchè noi stiamo vivendo una strada tutta nostra. Ho paragonato la sua situazione a quella di amichetti figli di divorziati dicendole che anche se lei non ha il papà è fortunata perchè può stare sempre con la mamma. Qualche mese fa mi ha detto che voleva conoscerlo, io le ho mentito dicendole che non so dove cercarlo, anche se sono consapevole che quando il suo desiderio sarà frutto della maturità e della consapevolezza e non del capriccio dell'età, dovrò aiutarla a soddisfare la sua curiosità.
Non voglio creare in lei il mito di un padre che non ha mai dato valore alla nascita di questa figlia, non voglio che lei cerchi l'amore di una persona che non sa neanche quant'è bella quando ride. E non voglio che lei sappia quanta cattiveria è uscita da quella persona e dalla sua famiglia nei miei confronti al punto di decidere di cambiare città. Vorrei che lei si approcciasse a quella metà che l'ha creata con la voglia di sapere com'è, e nulla di più, senza perchè e senza cercare (o meglio elemosinare) il suo amore.

Come posso affrontare la situazione??
 
Dott.ssa Rita Madonna
TL143
Medico di ABCsalute.it
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Messaggi: 31
Gentile Signora, non è semplice la situazione che lei descrive e non è facile parlarne con serenità a sua figlia soprattutto perché sembra che lei non abbia ancora fatto del tutto pace con quel suo passato.
Credo che le sarebbe utile parlarne con uno psicoterapeuta per essere aiutata non tanto a trovare le risposte da dare a sua figlia, quanto a essere serena rispetto alla sua vita e alle sue scelte.
Un caro saluto.
Rita Madonna

_________________
Rita Madonna - Psicoploga-Psicoterapeuta
    0123 BARI (BA)
    via U. Giordano, 22/a
    080 3072127
    rita.madonna@virgilio.it
http://www.madonnarita.abcsalute.it
 
Dr Andrea Mazzeo
WB1282
Medico di ABCsalute.it
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Non è facile rispondere alle sue domande. Ho seguito per alcuni anni una ragazza (all'epoca aveva 17 anni) che soffriva di un disturbo di panico; figlia di genitori che si erano separati quando lei aveva 3-4 anni, da allora il padre si è rifiutato di avere qualsiasi rapporto con lei limitandosi a pagare l'assegno di mantenimento. Era ossessionata dal voler conoscere il padre e i famliari di parte paterna, in seguito questo desiderio si è attenuato, so che ne ha contattati alcuni via Facebook, ma poi è stata meglio e non l'ho più seguita.
E' prevedibile che sua figlia vorrà sapere sempre di più del padre e lei verrà a trovarsi in una situazione molto delicata perché dicendole la verità sicuramente le provocherà dei traumi psichici, potrà accusarla di averle mentito sinora, potrà dire che non è vero che il padre non ha mai voluto saperne di le, ecc. Ma queste cose probabilmente lei le sa già da sé. Il consiglio che le ha dato la collega, di contattare uno psicoterapeuta e farsi aiutare a dire la verità a sua figlia mi sembra corretto. Ho scritto uno psicoterapeuta perché forse una figura maschile potrebbe essere importante come riferimento maschile, ma anche qui non si può prevedere la reazione della ragazza, ed è difficile consigliare.
Esistono anche dei gruppi su Facebook di madri single dove magari potrebbe trovare un aiuto, qualche madre che ha dovuto afforntare una situazione simile alla sua; questo mi sembra affidabile, ho delle amiche iscritte:
https://www.facebook.com/groups/1401561516725775/

_________________
Dr Andrea Mazzeo
    00162 Roma
    Via Michele di Lando 26 int. 2
    Tel.
    aemme4026@gmail.com
http://www.andreamazzeo.abcsalute.it
 
Dott.ssa Maria Culcasi
WB946
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Gentile Signora, condivido il parere della collega Madonna, c'è molta rabbia e delusione nelle sue parole rispetto al padre di sua figlia che di certo non la fanno stare bene ed influiscono sul rapporto che lei ha con la piccola.
Al di là di una terapia individuale, potrebbe anche valutare l'idea di una terapia familiare in cui insieme potreste affrontare, in un contesto terapeutico, la situazione che crea conflitto e troviare un modo diverso per dirvi delle cose che non riuscite a dirvi per ora. Una figlia rivendicherà sempre il diritto di conoscere il proprio padre anche se è stato assente negli anni, è naturale che sia cosi. Ma sua figlia ha una madre presente al suo fianco che può fare tanto per lei. Affrontare un problema, e non negarlo o posticiparlo perchè non ci si riesce, è un buon esempio educativo che può darle e per lei un'occasione di crescita e sollievo.
cordialmente
dott.ssa Maria Culcasi
Psicologa - Psicoterapeuta della famiglia in formazione
 
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