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marina
Utente di ABCsalute.it
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Salve a tutti,
sono una ragazza di 20 anni e da parecchio tempo mi trovo ad affrontare una situazione familiare ingestibile, dovuta principalmente alla depressione di mia madre, alla quale è correlata l'abuso di alcool,
I miei genitari si sono separati quando avevo 11 anni e mia madre era già malata e in cura per la depressione ma con gli anni la situazione è peggiorata sempre di più fino ad arrivare ad episodi di violenza verbale e fisica anche nei miei confronti. Quando, crescendo, ho capito che mia madre soffriva di alcolismo ho fatto di tutto per aiutarla a smettere...abbiamo affrontato la situazione in casa e con il nostro medico di famiglia che le ha consigliato il ricovero in centri specialistici. Mia madre a quel tempo rifiutò ogni cura dicendo che poteva farcela da sola. Inutile dire che non ce l'ha fatta! Le ho riparlato ma non c'è stato niente da fare......l'unico atteggiamento che ha nei miei confronti è quello aggressivo..rivendica la sua libertà di madre e di donna di poter fare ciò che vuole della sua vita... diventa nervosa quando si sente "controllata" nei suoi spostamenti e negli acquisti...nonostante lavora è capace di spendere tutti i suoi guadagni in un giorno solo e solo lei sa dove butta i soldi. Continua a chiedere prestiti a mio padre a mia nonna e a me (anche se io ho sempre solo qualche spicciolo in tasca visto che sto ancora studiando e non ho un lavoro). Tutti i parenti e gli amici che ho interpellato non hanno fatto altro che peggiorare la situazione..mia madre ha litigato con chiunque tentava di parlarle o di aiutarla, si è sempre sentita attaccata e giudicata fino ad isolarsi da tutti. Questi attacchi di depressione e rabbia ulitimamente stanno peggiorando e rischiano anche di farla perdere il lavoro. Inoltre spesso prende la macchina in condizioni pietose e rischia di mettere in pericolo non solo la sua vita ma anche quella degli altri. Ho tentato, con le buone e con le cattive di impedigli di fare casini ma non ci sono mai riuscita perchè i suoi attacchi sono incontrollabili e pericolosi e io ho paura che possa farmi del male.Nonostante sono una studentessa di infermieristica all'ultimo anno di corso, le mie conoscenze non sono sufficenti a risolvere il problema visto che tutte le associazioni o medici che ho interpellato non sono riusciti a darmi un indicazione giusta.Quest' estate, a seguito di un attacco di rabbia piuttosto violento ho dovuto ricorrere all'ambulanza e ai carabinieri che però non hanno risolto la situazione: mia madre a quel punto si era già calmata e i carabiniere se ne sono andati. Ha accettato il ricovero al ps della nostra città, dove la dottoressa che l'ha visitata ha deciso per una consulenza psichiatrica il mattino seguente ...il giorno dopo però mia madre è stata dimessa dal ps e la consulenza non l'ha più fatta, mi chiedo inevitabilemente ...dove si trova la sanità italiana? quella vera? e io, figlia unica di 20 anni con una madre tossicdipendente e depressa...cosa posso fare per aiutarla davvero???!?!?
 
Dott.ssa Chiara Lukacs Arroyo
WB1147
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Cara ragazza, riterrei indispensabile nella tua situazione un adeguato sostegno di tipo psicologico, in modo da aiutarti a gestire questa pesante condizione non più da sola. Tantopiù che la tua giovane età sarebbe un buon fattore preventivo dal rischio che tutto questo influisca negativamente sulla tua crescita. Riguardo la situazione di tua madre, ho seguito pazienti alcolisti in ambito ospedaliero, ed è possibile ottenere ottimi risultati attraverso frequentazione di appositi gruppi per problemi alcolcorrelati ed una terapia orientata alla risoluzione del problema specifico. Resta il fatto che possiamo aiutare solo se la persona vuole essere aiutata. E' una verità difficile da accettare, ma la sola che può farci ritrovare la serenità, non senza sofferenza. In conclusione, credo che tu possa fare molto, non per aiutare tua madre (questo è compito dei professionisti qualora lei riconosca di avere un problema e di volerlo affrontare), ma per aiutare te stessa, e indubbiamente già la tua richiesta a un professionista competente, è un passo avanti verso la possibilità di riprendere in mano la tua vita e di ricevere finalmente un aiuto concreto.

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Dott.ssa Chiara Lukacs Arroyo
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Dr Giuseppe Sapienza
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Cara ragazza,
la situazione da Lei presentata è davvero difficile e, per certi versi drammatica. Mi sembra che la priorità debba essere data a tutti quei provvedimenti che possano restituirLe quel minimo di serenità per poter proseguire gli studi e raggiungere una situazione di autonomia, al più presto possibile. Per quanto riguarda Sua madre, penso che l'aspetto più "distruttivo" debba essere considerato l'alcolismo. La presenza di disturbi del comportamento, anche violenti, e la comorbidità con la depressione, rende più difficile l'intervento. Se rifiuta le cure, si può intervenire solo in emergenza chiedendo, in quell'occasione, una visita al proprio MMG che potrebbe, ove ricorrano le condizioni, chiedere un trattamento sanitario obbligatorio. In questo modo si potrebbe tentare una disintossicazione dall'alcol ed intraprendere percorsi terapeutici che tengano in considerazione la situazione psichiatrica nella sua complessità.

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Dr Giuseppe Sapienza
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Dott.ssa Caterina Romagnoli
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Gentile Signorina,
leggo la sua situazione familiare e mi colpisce molto quanto lei si sia data e si dia da fare per aiutare la mamma con gravi problemi psicologici e di dipendenza da alcool. Certamente quale sarebbe la figlia che non si darebbe da fare? ! Dalla sua descrizione sembrerebbe che abbia tentato più di una soluzione nel corso degli anni, anche chiedendo aiuto ad amici e parenti e che alla fine si sia trovata sempre "da sola " ad affrontare situazioni molto difficili. Forse ha tentato anche l'associazione alcoolisti anonimi? Sono presenti nella sua città?
Vorrei suggerirle al momento (forse ha fatto anche questo...ora sta lanciando un sos a tanti professionisti!), di trovare lei un sostegno psicologico al fine di poter meglio gestire i rapporti con sua madre, in particolare nei momenti di crisi e poter condividere la "sua impotenza" di fronte a tanta sofferenza e dolore.
Qualora fosse dell'idea o per qualsiasi altra delucidazione, mi potrà inviare una email per indicarmi in quale città risiede e forse le potrò fornire qualche informazione maggiore.
Le auguro che presto possa trovare un aiuto concreto.
Cordiali saluti
dott.ssa Caterina Romagnoli

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dott.ssa Caterina Romagnoli
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Centro Clinico di Psicoterapia e Psichiatria Andrea Verga
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Gentile studentessa in infermieristica ventenne
Da quanto scrivi sembra di capire che, da un lato, i Servizi deputati abbiano fatto numerosi tentativi di intervento per aiutare sua madre e, dall’altro, che tal tentativi si siano rivelati quantomeno poco efficaci. E’ inoltre possibile, come accade in molti casi di tale natura, che siano state tentate tutte le strade disponibili. Si profila quindi, dal punto di vista dei Servizi, la pura gestione dell’emergenza, quando tutto è già accaduto, visto il fallimento se non l’impossibilità di interventi preventivi. Se tale riflessione ha un senso, si pone per lei il problema di come sopravvivere in condizioni tanto sfavorevoli, tenuto conto anche della sua precaria condizione economica e lavorativa. Né potrebbe essere diversamente alla sua età, e in un simile contesto. In sintesi quello che si può suggerirle è dedicare le poche o tante energie di cui dispone per sopravvivere e quindi per prendersi cura di sé medesima. Si faccia aiutare dai Servizi, se possibile, in tal senso. La cosa migliore che può fare per sua madre a questo punto è sopravvivere, il più decentemente possibile. Pensi a sé stessa, si protegga, si faccia aiutare.

_________________
Dr Francesco De Peri
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Dott.ssa Rita Madonna
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Gentile studentessa, come già altri miei colleghi hanno osservato la situazione che lei si trova a vivere è molto seria, e in alcuni momenti drammatica, e richiede l'intervento di specialisti sia per quanto riguarda il problema di sua madre che il sotegno nei suoi confronti. Io la inviterei a prendersi cura di sé e quindi a rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa aiutarla a ritrovare un pò di serenità. Questo potrebbe aiutarla anche a gestire meglio il rapporto con sua madre, senza danneggiare se stessa, e forse anche a convincerla della necessità di farsi curare.
Rita Madonna

_________________
Rita Madonna - Psicoploga-Psicoterapeuta
    0123 BARI (BA)
    via U. Giordano, 22/a
    080 3072127
    rita.madonna@virgilio.it
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Dott.ssa Ornella Convertino
Studio Convertino&Pellegrini

GRF002
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Gentile Marina, la sua situazione è molto complessa e delicata, e lei è stata fin troppo brava a gestirla fino ad ora ma, come suggeriscono alcuni colleghi, adesso è importante affidarsi al supporto di un professionista psicologo-psicoterapeuta, che possa aiutarla ad affrontare nel modo migliore questa situazione. Ciò le permetterà di elaborare molti vissuti ed emozioni sicuramente intensi, consigliarla sulle parole più giuste per comunicare con la mamma, e fornirle delle informazioni su centri e strutture specializzate per il problema dell’alcolismo presenti nella sua zona.
Al riguardo le consiglierei di rivolgersi a strutture quali NOA (Nuclei di Alcologia) che, oltre a consulenze e informazioni, permettono di iniziare un percorso di “accoglienza e valutazione”, cioè una serie di incontri con varie figure professionali (medico, psicologo, assistente sociale, educatore) che aiutino ad inquadrare meglio il problema della persona dipendente, e a valutare le difficoltà da vari punti di vista. In seguito viene proposto un programma terapeutico che generalmente è “multidiscplinare integrato”, offrendo un sostegno/terapia psicologica, un supporto sociale, educativo e sanitario e/o farmacologico.

dr.ssa Ornella Convertino

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Dott.ssa Ornella Convertino
Studio Convertino&Pellegrini

    20900 Monza
    Corso Milano 30
    Tel.039. 2301179
    convertino.ornella@libero.it
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