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Puertosol
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Salve esimi Dottori, è la prima volta che scrivo in un forum per un consulto, ne deriva che sento di averne veramente bisogno.
Sono un ragazzo di 26 anni che è orfano di madre all'età di 16. I miei problemi derivano proprio da questa perdita, anche se sembrano affiorare solo ora.
Come dicevo, ho perso mia madre a 16 anni e il fatto strano è che il giorno della sua perdita, nonostante l'abbia vista soffrire per insufficienza respiratoria (dovuta alla metastasi del tratto respiratorio appunto) e morta, con conseguenti effetti di soffocamento, dopo qualche minuto, non ho versato una sola lacrima per lei. Mentre tutti urlavano, piangevano, si disperavano nel realizzarlo io mi sono seduto in un angolo del salotto (sul pavimento) e guardavo fisso davanti a me, fino a che mio fratello mi sollevò, mi strinse forte e in lacrime mi disse "non ti lascerò mai". Ma nonostante quello la mia reazione emotiva non cambiò.
Circa un anno dopo conobbi una ragazza, simpatica, premurosa, dolcissima, io ero scolasticamente allo sbando, non avevo interesse per lo studio, non avevo motivazione, ma essendo nella stessa classe quando iniziammo a frequentarci lei diventò la mia motivazione. Dovevo studiare perchè lei mi metteva con le spalle all'angolo, studiavamo assieme, e per non litigare per una mia fuga dai miei doveri studiavo con lei, finchè uscendo da due anni di bocciature (uno era l'anno della mia perdita), mi diplomai con lei con ottimi voti. Nel frattempo riuscivo, con lei, a sfogarmi, piangere ed esperire la sofferenza per la mia perdita, cosa che da solo non ero riuscito a fare. Andammo all'università assieme, studiavamo, ottenevamo risultati ma le mie sfortune cominciarono fin da subito, segretari che davano informazioni errate, professori che sbagliavano esami, facendo scemare velocemente la mia poca motivazione. Lei invece continuava ad ottenere risultati, e ad aiutarmi per quanto le era possibile (vivevamo assieme ma studiamo cose differenti, io psicologia).
Mentre la serie di sfortune mi attanagliava e noi stavamo assieme da 5 anni, la vita assieme diventava sempre più monotona, finchè una mattina lei mi confessò di aver incontrato un altro; da là la nostra storia cominciò irrimediabilmente a finire nel baratro, finchè una mattina d'estate finì. Non ci sentimmo per più di un anno, fino a quest'estate, quando mi ricercò. Io nel frattempo continuavo a cercare di studiare ma la mia motivazione era ormai sotto terra e non avevo nessuno per cui impegnarmi. Mio padre fa tanti sacrifici per riuscire a farmi studiare, razionalmente lo so, e mi dispiace, lo sento come un peso il fatto di dipendere da qualcun altro, so che prima mi laureo prima smetterà di fare sacrifici e lo renderò felice, ma non riesco a connettere emotivamente le due cose (lo studiare che comporta il miglioramento dello stato di mio padre). Ho cercato di capire quale fosse la mia motivazione a studiare, la disciplina mi piace, mi appassiona, ma non ho mai voglia di mettermi davanti al libro, inconsapevolmente so che non ci sarà nessuno a dirmi bravo, ad essere contento per me se supero un esame (so che lo dovrei fare per me, per il mio futuro, ma emotivamente non la vedo una motivazione utile). Mio padre è nato e cresciuto in un paese di montagna, non è solito mostrare le proprie emozioni in modo evidente, men che meno per un esame superato dopo anni che sono all'università.
Ieri penso di aver capito. La mia ormai ex si è offerta di supportarmi nello studio, ma è presa dalla sua tesi, quindi qualche volta si dimentica di aiutarmi. Ho realizzato che da quando abbiamo cominciato a stare assieme LEI è la mia parte autoritaria, quella che mi dice cosa devo fare, mi ricorda i miei doveri, il ruolo mentale che solitamente è svolto dalla parte autoritaria di un genitore. In me ha le sue fattezze, la sua voce, le sue espressioni, non quelle di mia madre, della quale ho pochi flebili ricordi. Ma essendo stata la mia compagna e non un mio genitore non le riconosco autorità, la vedo sempre più clemente di quanto lei non fosse ed è realmente per farmi studiare. E il compito viene irrimediabilmente sempre rimandato.
Ho bisogno di ritrovare la mia motivazione, ho bisogno di star bene, perchè ovviamente la mancata realizzazione di me mi sta portando ad esperire sentimenti di depressione e avvilimento, anche molto forti; so che sto buttando via il mio tempo non impegnandomi a dovere, sono al secondo anno fuori corso con un terzo degli esami superati per una laurea triennale. Non posso permettermi di andare da uno psicologo di persona, ma ho bisogno di ritrovare gli strumenti per realizzarmi. Sapreste aiutarmi per favore?
Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso per la lunghezza della mia sorta di anamnesi.

Fiducioso di una vostra risposta vi saluto cordialmente.
 
Dr Caterina Prioreschi
TL158
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Ciao Puertosol.

E' difficile per un sedicenne perdonare alla propria madre di averlo abbandonato. Avevi e hai ancora molto bisogno di lei o di una sua figura sostitutiva. Una ragazza, per quanto possa volerti bene, difficilmente può gestire un transfert che va capito,gestito e analizzato con le capacità di un professionista del settore.
Dalla tua lettera mi sembri un ragazzo in gamba, intelligente, acuto che ha trovato la sua strada, anche se non riesce a percorrerla fino in fondo.
Ti consiglio vivamente una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico che è anche la condizione sine qua non per diventare un buon terapeuta.
Esistono anche psicoterapeuti che vanno incontro alle risorse economiche del paziente per stabilire di comune accordo un onorario per le sedute.

Dott.ssa Caterina Prioreschi

_________________
Dr Caterina Prioreschi
    20143 Milano
    Via Fumagalli 10
    Tel.02.45485930
    caterina.davide@gmail.com
http://www.drssacaterinaprioreschi.abcsalute.it
 
Dott. Enrico Giuseppe Bertoldo
WB1226
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Caro Amico,

ti ringrazio per avere condiviso con noi la tua storia, già questo è un grosso traguardo e credimi non tutti riescono a farlo, perciò il fatto di avere esternato la tua consapevolezza della situazione è molto importante.

Ogni perdita nella nostra vita rappresenta un lutto, una scissura, una ferita, un qualcosa che come una lama spezza lo status quo e la quotidianità. Avere perso tua mamma in un periodo importante della crescita personale come quello dell'adolescenza è sicuramente una delle cose più difficili da affrontare.
La storia con questa ragazza ti ha sicuramente aiutato da un punto di vista di vicinanza, di supporto - ma forse la vera domanda è cosa lei ha rappresentato per te.

Tu hai fatto una tua introspezione, una tua analisi, che è sicuramente corretta, ma che necessita di approfondimenti, di verifiche nel tuo profondo e nel tuo intimo, però esente dalla censura e dalla rimozione che ciascuno di noi pone inconsapevolmente nelle proprie storie personali.

Questo è sicuramente possibile affidandoti ad un percorso specifico con un professionista. Anche se tua hai molta capacità di analisi ed introspezione non è un percorso che puoi fare da solo.
Puoi provare a vedere con l'ASL della tua città o parlarne con il tuo medico per essere inviato ad uno psicologo della tua città che possa aiutarti in questo percorso.

Per qualsiasi dubbio o approfondimento, nell'attesa di iniziare questo percorso terapeutico nella tua città, non esitare a contattarmi telefonicamente o tramite mail.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo e ti auguro tutta quella serenità che meriti.

_________________
[b]Dott. Enrico Giuseppe Bertoldo[/b] [list]3357862425[/list] [list]enrico.bertoldo@psicologoclinico.it[/list]
 
Puertosol
Utente di ABCsalute.it
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Esimi, anzitutto vi ringrazio per le risposte, è un onore per me essere oggetto della vostra attenzione.
Grazie anche per la disponibilità che mostrate nel rendervi reperibili.
Per quanto riguarda il mio problema, mi informerò quanto prima nella ASL del mio comune di residenza, penso sia il tipo di aiuto che più si adatta ai miei problemi/risorse.
Pensavo di poter in qualche modo riuscire a superare l'ostacolo anche da solo, attraverso un'attenta introspezione, con consigli di esperti come voi, ma a quanto pare ciò non è possibile.
Vi ringrazio ancora per gli auguri e le risposte fornitemi.

Cordiali saluti.
 
Dott.ssa Elena Santomartino
www2136
Medico di ABCsalute.it
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Gent.le Sig.,
se lei può, mi telefoni pure per un appuntamento, perché ritengo sia opportuno parlare a voce di quanto le sta a cuore. In attesa, la saluto cordialmente.

dr. Elena Santomartino

_________________
Dott.ssa Elena Santomartino
    31022 Frescada
    Via Bertuol 1
    Tel.04221570891
    e.santomartino@libero.it
http://www.drsantomartino.abcsalute.it
 
Dott.ssa Ornella Convertino
Studio Convertino&Pellegrini

GRF002
Medico di ABCsalute.it
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Gentile Puertosol,
la perdita della figura materna, in particolare in un’età così delicata come l’adolescenza, inevitabilmente crea un senso di disorientamento e perdita dei punti di riferimento fondamentali per la costruzione di un’identità solida e strutturata di adulto. Lei è stato bravo a trovare, grazie al rapporto con questa ragazza, la motivazione e la spinta per seguire un progetto; questa ragazza è stata la sua “musa” ispiratrice, ma è stato lei, Puertosol, a riuscire con impegno, forza e fatica, a raggiungere i risultati prefissati e trarne soddisfazione. Credo sia importante che ora possa iniziare un percorso terapeutico che le permetta di fare chiarezza dentro di lei, ed acquisire consapevolezza dei suoi bisogni, delle sue motivazioni e dei suoi progetti di vita. Può informarsi presso le strutture pubbliche della sua città o affidarsi ad un esperto psicologo psicoterapeuta di sua conoscenza, che possa venirle incontro dal punto di vista delle sue possibilità economiche. Un percorso di scoperta e conoscenza di sé è fondamentale per sciogliere i blocchi che limitano il nostro comportamento e le nostre aspirazioni, ed è il punto di partenza per poter divenire un bravo psicologo, come le auguro di diventare.
Buona fortuna,
cordialmente

_________________
Dott.ssa Ornella Convertino
Studio Convertino&Pellegrini

    20900 Monza
    Corso Milano 30
    Tel.039. 2301179
    convertino.ornella@libero.it
http://www.psicologia-convertino.abcsalute.it
 
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