Pericolosità sociale e disturbi di personalità

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Scritto da

Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 03/12/2009

I disturbi di personalità nell’ambito della criminologia si riferiscono a modelli abituali di comportamento che deviano marcatamente in relazione alle aspettative dell’ambiente culturale in cui si vive e rappresentano pericolosità sociale.

 

Disturbi invisibili. Di solito queste alterazioni non sono avvertite nella società come malattie psichiche e non come infermità rilevanti per l’imputabilità criminale. La maggior parte dei disturbi della personalità non rientra nelle malattie mentali ma tra le anomalie del carattere e della personalità pur costituendo pericolosità sociale.

 

I disturbi di personalità più significativi, che determinano pericolosità sociale, sono:

• Il disturbo schizoide, che spesso è causa di reati violenti come rapina, omicidio, violenza carnale. Chi ne è affetto è indifferente alle reazioni e alle sofferenze altrui.
• Il disturbo borderline, o narcisistico, che provoca frequenti tentativi suicidi o autolesionistici. Chi ne è affetto si rapporta con gli altri in maniera manipolatoria ed esclusivamente egoistica.
• Il disturbo paranoide, che porta all’ingiuria, alla diffamazione, alla calunnia e al vilipendio, anche nei confronti dell’apparato giudiziario. Sono assimilabili le personalità fanatiche: eccessiva certezza nei propri convincimenti e nell’esaltata adesione a culti o ideologie politiche.
• Il disturbo istrionico. Chi ne soffre si comporta in modo drammatico, teatrale, cercando di attirare l’attenzione, è esibizionista, bugiardo patologico, e recita ruoli artificiosi.
• Il disturbo sadico. È tipico di chi desidera, per il proprio gusto, infliggere sofferenza negli altri, con un comportamento aggressivo, crudele, umiliante.
• Il disturbo esplosivo intermittente. Provoca reazioni imprevedibili e molto violente per la perdita del controllo inibitorio. La qualità del disturbo è data dalla frequenza degli episodi e dalla sproporzione della reazione agli stimoli scatenanti.
• Il disturbo antisociale che spinge all’inosservanza e alla violazione dei diritti altrui. Fin dall’adolescenza chi ne è affetto compie atti vandalici ed è ribelle; è incostante o indifferente al lavoro e agli obblighi familiari; è irritabile, aggressivo, rissoso, e spesso abusa di alcol e droghe. 



Fonti:

- Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto





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