Assicurazione del medico: presenta crescenti problemi

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Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 31/08/2010

L’assicurazione del medico. Il quadro assicurativo del medico già di per sé complesso, date le innumerevoli varianti del rischio, è ulteriormente complicato dall’inarrestabile sviluppo delle conoscenze tecniche. La disponibilità di strumenti diagnostici e di soluzioni terapeutiche è infatti aggiornata di continuo ma la validità delle tecniche richiede tempo e non sempre conduce a risultati univoci e quindi è foriera di errori che devono essere coperti dall’assicurazione del medico.

 

La gravità delle colpa. Nel valutare la colpa, lieve o grave, del medico si applicano criteri qualitativi notori come imperizia, negligenza e imprudenza. Tale gerarchia è particolarmente rilevante in campo civilistico quando i disguidi tecnici, dovuti a particolari difficoltà, esonerano dalla responsabilità risarcitorie ai sensi dell'articolo 2236 del Codice civile.

 

Un caso significativo. Quanto alla difficoltà degli interventi, facendo riferimento ad esempio all'ostetricia, un'applicazione del forcipe o della ventosa ostetrica alla parte media dello cavo pelvico trent'anni fa sarebbe stata considerata un intervento di routine, alla portata di qualunque specialista ginecologo e persino di molti medici condotti. Attualmente i parti operativi sono stati banditi, a favore del parto cesareo, e la loro frequenza è comunque ridotta a meno del 5 per cento delle nascite. Di conseguenza forcipe e ventosa sono divenuti strumenti adoperabili solo da mani particolarmente esperte e l’eventualità di un errore è elevata.

 

Il fenomeno del contenzioso. Il medico generico o lo specialista, per arginare il fenomeno sociale dilagante del contenzioso medico-legale, devono non solo elevare di continuo la qualità dei loro interventi ma migliorare anche la loro capacità di comunicare, elemento determinante nei rapporti con il paziente e con l'opinione pubblica.
Da un’insufficiente o equivoca informazione derivano malintesi e false aspettative che generano, anche senza ragioni obiettive, conflitti con il paziente deluso.
Dare al medico italiano una formazione in tal senso potrebbe diventare compito fondamentale degli ordini dei medici.
Il consenso informato adeguatamente gestito può infatti contribuire a migliorare il rapporto fiduciario medico-cittadino sulle nuove basi della trasparenza e della cosiddetta alleanza terapeutica intesa come condivisione di scelte e obiettivi terapeutici.

 

Il contenzioso e la class action. All'aumento del contenzioso, un fenomeno che sembra ancora una volta giungere d'oltreoceano, e alla prossima possibilità di istituire delle azioni legali collettive per malasanità si deve provvedere migliorando la qualità delle relazioni tra medico, paziente e collettività piuttosto che rincorrere alla spirale della continua rivalutazione del premio nell’ambito dell’assicurazione del medico che ha dei concreti limiti nel rapporto con il valore salute sempre crescente sulla base di valori etici e sociali sempre più consolidati.



Fonti:

- Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto





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