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Il vaccino anti-polio in Italia ha ridotto quasi completamente la malattia

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Scritto da Scripta Firenze Agenzia di comunicazione

Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 03/12/2009

La poliomielite. Prima che fosse introdotta la vaccinazione obbligatoria, in Italia si verificavano alcune migliaia di casi all’anno soprattutto in bambini in età scolare e per questo era chiamata paralisi infantile

 

I due vaccini Il primo vaccino anti-polio fu introdotto nel 1957 ed era il vaccino IPV (vaccino anti-polio inattivo o ucciso) di Salk. Nel 1964 venne invece introdotto il vaccino OPV (vaccino anti-polio orale vivo attenuato) di Sabin.

 

L’obbligo di vaccinarsi. Nel 1966 nasce la legge sull'obbligatorietà della vaccinazione anti-polio di massa, entro il primo anno di vita, con vaccino tipo Sabin, anche in considerazione della frequenza della malattia in questi anni.

 

Non vengono vaccinati con il vaccino anti-polio i seguenti casi:
- immunodeficienza congenita (umorale, cellulo-mediata e combinata)
- infezione da HIV
- chi è in terapia immunosoppressiva (farmaci o radiazioni)
- conviventi di immunodepressi primitivi o secondari
- donne in stato di gravidanza
- individui oltre i 18 anni non immunizzati in precedenza

 

La vittoria. Oggi la poliomieliti naturale risulta eliminata nei paesi industrializzati: l’Europa è stata dichiarata polio-free nel giugno del 2002. Nei paesi in via di sviluppo si registrano ancora alcune migliaia di casi di poliomielite paralitica con una riduzione comunque dell’85% nell’ultimo decennio.

 

La polio post-vaccinica. Il vaccino Sabin, trattandosi di un vaccino con virus vivi anche se attenuati, può causare una poliomielite post-vaccinica ( VAPP ): dal 1990 al 1999 in Italia si sono verificati 12 casi, cioè 1 caso su 1 milione e ottocentomila dosi somministrate.

 

Il calendario della vaccinazione. Per superare anche la VAPP il 30 maggio 2002 è stato siglato un accordo fra Conferenza Stato-Regioni e il Ministero della Salute sulle modifiche al calendario della somministrazione di vaccino anti-polio che ha previsto, in Italia, il passaggio alla sola somministrazione di vaccino inattivato (IPV), con le seguenti cadenze:

• una prima dose di vaccino inattivato potenziato - IPV Salk - nel corso del terzo mese di vita
• una seconda dose di vaccino inattivato potenziato - IPV Salk - nel corso del quinto mese di vita
• una terza dose di vaccino inattivato potenziato - IPV Salk - fra l’undicesimo e il dodicesimo mese di vita
• una quarta dose di vaccino inattivato potenziato - IPV Salk - nel corso del terzo anno di vita.



Fonti: - Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto




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