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La vaccinazione crea la memoria immunitaria

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Scritto da

Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 03/12/2009

La vaccinazione o immunoprofilassi agisce sull'immunizzazione del soggetto mediante la somministrazione di antigeni e l’inoculazione di anticorpi di origine equina o umana.

 

La prima forma di vaccinazione stimola una risposta immunitaria da parte del soggetto, è quindi un'immunizzazione attiva e la sua efficacia dura nel tempo (permanente o rinnovabile) originando la memoria immunitaria.

 

La seconda forma di vaccinazione ha un effetto immediato perché si inoculano anticorpi già formati (immunoprofilassi passiva) però la sua efficacia è temporanea.

 

La chemioprofilassi riguarda invece l'azione diretta ad opera di farmaci su un determinato microorganismo per prevenirne una possibile infezione. È primaria quando si somministrano farmaci (di solito in bassa dose e per brevi periodi) a soggetti sani o a possibili infetti, mentre è secondaria (con dosaggi a volte massicci e duraturi nel tempo) quando il soggetto è stato sicuramente infettato, ma è ancora clinicamente sano, oppure su patologie a lunga incubazione.

 

Alcune forme di profilassi:

 

Mentre la vaccinazione evita l'insorgere di malattie e fa sì che i pazienti acquisiscano l'immunità senza bisogno di continuare a utilizzare i vaccini, la profilassi previene l'insorgere di malattie soltanto nel momento in cui una persona la sta utilizzando.

 

Gli antibiotici sono a volte usati in funzione profilattica. Allo stesso modo, l'uso di unguenti antibiotici su bruciature e altre ferite è una misura profilattica.

 

Gli antimalarici come la clorochina sono utilizzati sia come trattamento che come profilassi per evitare lo sviluppo del parassita plasmodium che causa la malattia.

 

I profilattici (o preservativi) sono utilizzati per prevenire la diffusione della sifilide e delle altre malattie sessualmente trasmissibili.

 

L’eparina a basso peso molecolare è utilizzata come profilassi in pazienti ricoverati in ospedale per evitare loro varie forme di trombosi dovute alla loro immobilità.

 

L’attività fisica. Una quotidiana e moderata attività fisica in varie forme può costituire una vera e propria profilassi. Essa riduce il rischio di problemi cardiaci, di varie forme di tumore, di malattie muscolo-scheletriche e riduce la mortalità in generale.



Fonti:

- Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto





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