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L'assassino seriale può essere un necrofilo o un cannibale

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Scritto da

Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 03/12/2009

L'assassino seriale può essere anche classificato dalla Criminologia Forense in diverse categorie in base al movente dei delitti.

 

I visionari/allucinati. Talvolta i serial killer sono affetti da disturbi mentali importanti come ad esempio la schizofrenia. Esiste infatti il caso dell’assassino seriale che dice di seguire le istruzioni di "voci nella sua testa" o che agisce in conseguenza di esperienze allucinatorie. Herbert Mullin massacrò tredici persone perché una voce gli diceva che questo sacrificio avrebbe salvato la California dal terremoto.

 

I missionari. Sono un tipo di assassino seriale che considera i suoi omicidi come una "missione".
Questa può avere ad esempio lo scopo di "ripulire la società" da una certa categoria di soggetti come prostitute o negri.
Spesso sono dei fanatici religiosi o politici, e lasciano dei messaggi per rivendicare e motivare le proprie azioni.

 

Gli edonistici. Questi serial killer uccidono per provare piacere.
Spesso amano la "caccia" più che l'omicidio in sé.
Altri torturano e violentano le vittime per sadismo.
Altri sopprimono le vittime velocemente allo scopo di dedicarsi ad attività perverse come la necrofilia e il cannibalismo.
Per questi killer seriali il piacere è spesso di natura sessuale e ha andamento simile e particolarmente intenso anche se non è riconducibile ad atti sessuali espliciti.
David Berkowitz, ad esempio, provava un piacere travolgente nello sparare a coppie appartate ma non si avvicinava mai alle vittime.

 

I dominatori. Sono il tipo più comune di serial killer.
Il suo scopo principale è quello di esercitare potere sulle proprie vittime.
Contribuisce così a rafforzare la propria stima di sé sia fisica e sia morale.
Questo tipo di comportamento deriva spesso dal cercare una compensazione per gli abusi subiti nell'infanzia ma anche nella vita adulta.
Molti assassini seriali che violentano le proprie vittime non appartengono alla categoria "edonistica" perché il piacere che traggono da questa violenza è secondario.
La violenza stessa riproduce, fedelmente o simbolicamente, una violenza subita in passato.



Fonti:

- Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto





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