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Test di paternità: legale o soltanto informativo

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Scritto da

Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 03/12/2009

Il test genetico di paternità è un esame che identifica questa relazione di parentela tramite il confronto di alcune porzioni del DNA, molto variabili da individuo a individuo.

 

Il test di paternità è utilizzato comunemente per stabilire se un uomo è il reale padre biologico di un bambino.

 

Il test di paternità può essere:

 

- legale, quando viene richiesto da un giudice e costituisce una prova valida in tribunale di attribuzione o esclusione di paternità; 
- informativo, quando un privato cittadino lo richiede per scopo conoscitivo, senza inizialmente utilizzarlo a fini legali.

 

Il principio del test. Le cellule germinali (ovociti nelle donne e spermatozoi negli uomini) contengono 23 cromosomi (corredo aploide). Tutte le cellule somatiche nucleate di ogni individuo della specie umana contengono 46 cromosomi (corredo diploide). Al momento del concepimento, una cellula germinale maschile (spermatozoo con 23 cromosomi) si fonde con una cellula germinale femminile (uovo con 23 cromosomi) per originare un nuovo individuo con 46 cromosomi. Questo DNA rimane invariato per tutta la vita. Quindi, ogni individuo è costituito da metà patrimonio genetico (23 cromosomi) ricevuto del padre biologico e da metà patrimonio genetico (23 cromosomi) ricevuto della madre biologica.

 

L'analisi del DNA. Per ogni individuo la determinazione contemporanea delle variazioni nel materiale genetico permette di ottenere un profilo genetico che è unico; come avviene per le impronte digitali, fatta eccezione per i gemelli monozigoti che risultano perfettamente uguali. Questa caratteristica è alla base del metodo per determinare se due persone sono correlate geneticamente. Il profilo genetico di un figlio/a sarà costituito da metà profilo genetico materno e metà profilo genetico paterno. Quindi, il padre presunto per essere considerato padre biologico dovrà possedere metà del profilo genetico presente nel figlio/a.

 

L’esclusione e l’attibuzione. Nel test di paternità essa viene esclusa nel caso in cui le caratteristiche genetiche del padre putativo discordino con quelle del figlio oggetto di indagine. La paternità viene invece attribuita qualora le caratteristiche genetiche del padre e del figlio concordino. In quest’ultimo caso viene effettuata un’analisi statistica dei risultati che fornisce una percentuale di attribuzione tanto più prossima al 100% quanto maggiore sarà il numero di regioni polimorfiche del DNA analizzate.



Fonti:

- Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto





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