Il mobbing può avere effetti devastanti

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Scritto da

Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 16/09/2015

Modificato il 03/12/2009

La diffusione crescente del mobbing è dovuta a fattori sociali, psicologici, economici e contingenti.

 

Una tecnica raffinata. Si è definita, in modo socialmente spontaneo ma particolarmente dettagliato, una vera e propria tecnica del mobbing.

 

La donna sottomessa. Se in precedenza il condizionamento di un dipendente femminile era assai facile per il carattere di sudditanza culturale e marginale nel processo di lavoro, attualmente non è più così. È infatti cresciuta nella donna la consapevolezza delle proprie capacità professionali e quindi il rapporto gerarchico è stato messo in discussione.

 

Le pari opportunità. Inoltre le politiche delle pari opportunità, alcune leggi sull’obbligatorietà dell’assunzione di personale femminile e in generale la crescita della difesa politico-sociale della dignità della donna, hanno determinato la messa a punto del mobbing in termini raffinati e complessi.

 

Il mobbing su larga scala. In ogni caso il mobbing è esercitato diffusamente con conseguenze anche gravi che vanno dall’emarginazione economica (perdita del lavoro) ai disturbi fisici e psicologici. Infatti anche la consapevolezza della propria dignità e capacità professionale spesso non è sufficiente a contrastare un’azione sottilmente violenta e persistente.

 

Il ritardo nella percezione. Spesso l’azione di mobbing non è immediatamente percepita dalla vittima perché ritenuta “impossibile”: le prime azioni sono accettate per un’insufficiente autostima; solo in un secondo tempo viene percepita la gravità delle vessazioni ma ormai è troppo tardi e si soccombe anche per il disinteresse dei colleghi di lavoro.

 

Le patologie da mobbing. Chi lavora, indipendentemente dalla propria personalità, può subire il mobbing, anche se alcune caratteristiche individuali o particolari situazioni ne possono favorire l’insorgenza. Le condizioni di disagio sul lavoro, se si protraggono, inducono nella vittima alterazioni neuropsichiatriche di cui lo psichiatra forense tiene conto.

 

I segnali d’allarme possono essere di carattere psicosomatico (cefalea, tachicardia, gastroenteralgie, mialgie, disturbi dell’equilibrio) o emotivo (ansia, tensione, insonnia) e comportamentale (anoressia, bulimia, tendenza al potus o alcol dipendenza, dipendenza da farmaci).



Fonti:

- Enciclopedia Giuridica - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Ed. 2009 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - Ed. 2004 - Ideatore coordinatore scientifico Prof. Luciano Vella
- Nuova Enciclopedia Medica - Edizioni Garzanti Libri - Ed. 1987 - AA.VV.
- Trattato di Medicina Legale e Scienze Affini - Editore CEDAM - Ed. 2009 - Autori: Giusti Giusto





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