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L’acqua minerale da tavola e le sue particolarità

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Scritto da

Rachele Sardella


Pubblicato il 12/12/2011

Modificato il 12/12/2011

L'acqua minerale da tavola cambia la dieta e anche la vita.

Trovarla sulla tavola ai pasti e berla quotidianamente significa infatti garantirsi numerosi ed evidenti vantaggi che possono risultare decisivi sia per un miglioramento generale della propria salute sia per la soluzione di alcune disfunzioni importanti: vere e proprie patologie forse no, ma carenze, squilibri e disturbi di vario genere certamente sì. 

 

Cos'è l' acqua minerale da tavola. Non è un'acqua termale in senso stretto perché non ha le stesse caratteristiche di concentrazione chimica né gli effetti curativi, ma è della medesima natura geologica e contiene sostanze chimiche che producono effetti biologici importanti.

Le differenze si controllano facilmente leggendo i dati relativi alle caratteristiche chimico-fisiche e sopratutto quelli che indicano il residuo fisso, cioè il peso delle sostanze chimiche che rimangono quando l'acqua è evaporata. 

 

Acqua minerale da tavola: perché minerale? Si tratta di acque di origine pluviale che, filtrate nel terreno, raggiungono strati geologici che cedono le loro sostante inorganiche e le loro sostanze organiche (in misura minore).

Queste sostanze donano alle acque una fisionomia fisico-chimica specifica che le classifica in numerose tipologie che consentono di distinguerle per i loro effetti sull'organismo.

I loro effetti biologici sono garantiti e di rilievo nonché sperimentalmente accertati, perché sono dovuti alla presenza di calcio, sodio, potassio, bicarbonati, solfati, fluoro e altre sostanze in percentuali minori. 

 

Cosa dice la legge. A proposito di acqua minerale da tavola il Decreto Legislativo 25 gennaio 1992 n.105 definisce le acque minerali naturali contribuendo i modo inequivocabile a chiarire il problema della loro "differenza" rispetto all'acqua potabile del rubinetto: "Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche par­ticolari e proprietà favorevoli alla salute". 

 

Come si suddividono le acque minerali. I principali settori sono:

- acque minimamente mineralizzate: residuo fisso inferiore a 50 mg per litro

- acque oligominerali, ovvero povere di minerali: residuo fisso tra 50 e 500 mg per litro

- acque medio minerali: residuo fisso tra 500 e 1500 mg per litro

- acque ricche di sali minerali: residuo fisso superiore a 1500 mg per litro.

Esistono tuttavia ulteriori sottodivisioni sulla base del tipo di minerali contenuti. 

 

Le acque minerali da tavola. Anche se hanno comunque un esito terapeutico, tutte le acque oligominerali e alcune delle acque medio minerali hanno la loro caratteristica principale nel favorire il rapido assorbimento del cibo e la sua veloce espulsione, insieme a scorie e sostanze tossiche,attraverso l'apparato gastrointestinale.

È evidente quindi la loro azione diuretica e depurativa.

Le controindicazioni sono nei casi di patologie nefritiche, nella tubercolosi renale, nelle insufficienze cardiache, nell'ipertensione arteriosa e nella cirrosi epatica. 

 

Quando le acque sono frizzanti. Specie le acque da tavola mediominerali spesso sono arricchite di anidride carbonica per renderle frizzanti (acque gassate).

Questa aggiunta artificiale nel caso delle acque oligominerali rende difficile la digestione.

Infatti l'acidità dell'anidride carbonica della gassatura non è annullata dal bicarbonato che è scarsissimo in questo tipo di acque.

Tutti i tipi di acqua, anche quelle gassate, non contengono calorie.

Non esiste quindi alcun tipo di acqua che faccia ingrassare.



Fonti:

Elementi di idrologia medica per il corso di idrologia e climatologia medica - Roberto Gualtierotti - Edizioni Libreria dello Studente, Milano, 1974

Manuale di medicina termale - Agostini, G - Archimedica Editori, Torino, 2000

Decreto Legislativo 25 gennaio 1992 n.105





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