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Le acque minerali termali italiane hanno caratteristiche diverse

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Scritto da

Rachele Sardella


Pubblicato il 01/12/2011

Modificato il 01/12/2011

Tutte le acque minerali termali identificate dalla Commissione Italiana delle Acque Minerali nel 1933, interessano il sistema delle terme; alcune sono utilizzate proficuamente anche come acque minerali da tavola.

Per quasi tutte le acque è necessaria od opportuna la ricetta del medico di famiglia, o del medico termale, perché il loro uso sia appropriato evitando danni o per un'assunzione impropria o per un dosaggio erroneo in presenza di alcune patologie particolari. 

 

Caratteristiche secondo Marotta-Sica (1933) delle acque minerali termali

- Caratteristiche generali: colore, odore, sapore, limpidità, colloidi.

- Caratteristiche chimico-fisiche: temperatura, densità, indice di rifrazione al rosso scuro, abbassamento crioscopico, pressione osmotica, conducibilità elettrica, pH, radioattività.

- Analisi chimiche: residuo fisso a 100°C e a 180°C, ammoniaca, nitriti, nitrati, ossigeno, idrogeno solforato, durezza, alcalinità, arsenico, ozono, azione accelerante enzimatica, reazione al cloridrato di benzidina e gas disciolti.

Tutti questi dati devono essere presenti per legge sull'etichetta o sulla documentazione termale. 

 

Le caratteristiche primarie delle acque minerali termali

 

1. Il residuo fisso

- Indica la quantità totale delle sostanze inorganiche sciolte nell'acqua.

- Determinare il residuo fisso è fondamentale perché rientra nella classificazione ufficiale delle acque terapeuticamente attive sia ad uso termale sia da tavola in bottiglia.

- Il residuo fisso si calcola in unità di peso (mg/l, g/l) e si ottiene facendo evaporare a bagnomaria a 100°C una quantità di acqua da 200 a 500 cc. cui segue un'essiccatura a 110°C, a 180°C e al "calore rosso" (500°-700°C).

- Il residuo di riferimento è quello a 180°C perché a questa temperatura viene persa anche l'acqua di cristallizzazione di alcuni elementi (es. Calcio e Magne­sio) con una buona approssimazione della reale quantità di residuo fisso.

- In base al residuo fisso le acque utilizzate nella stazione termale sono classificate in:

  - acque oligominerali: con residuo fisso inferiore ai 500 mg/l

  - acque minerali: con residuo fisso superiore ai 500 mg/l 

 

2. L'alcalinità

- Grazie all'alcalinità le acque terapeutiche in genere, tranne poche eccezioni (in presenza di acido solforico), hanno la possibilità di neutralizzare l'acido cloridrico (HCL) o altri acidi forti e tale proprietà è sfruttata nelle terapie con acque da bibita da assumere alla fonte termale.

- La riserva alcalina di un'acqua minerale termale è dovuta ai bicarbonati perché più stabi­li rispetto ai carbonati, ad altri alcali ed agli ioni, anche se varia il contenuto in anidride carbonica (CO2).

- L'alcalinità è indicativa del potere tampone (l'effetto tampone di una soluzione è determinato dalle coppie di sostanze acide e basiche disciolte).

- La determinazione del potere tampone è effettuata con soluzioni di HCL e indicatori come per le determi­nazioni sui fluidi organici. 

 

3. Gas ed emanazioni

- Nelle acque termali si considera anche il contenuto in CO2, N2, H2S, gas rari (Argo, Elio, ecc.).

- I gas possono essere disciolti nell'acqua (alfa gas) oppure esserci alla fonte (beta gas).

- L'anidride carbonica (CO2, essendo molto solubile in acqua, è presente in quantità maggiori o minori in ogni tipo di acqua mi­nerale. La sua quantità è calcolabile dal pH della soluzione.



Fonti:

Elementi di idrologia medica per il corso di idrologia e climatologia medica - Roberto Gualtierotti - Edizioni Libreria dello Studente, Milano, 1974

Manuale di medicina termale - Agostini, G - Archimedica Editori, Torino, 2000





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Aggiornato al 23/02/2017