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Le acque termali carboniche dilatano le arterie

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Scritto da

Rachele Sardella


Pubblicato il 06/12/2011

Modificato il 06/12/2011

Le acque carboniche nel bagno carbogassoso. L'assunzione delle acque termali carboniche con questa modalità terapeutica determina la crescita dell'efficienza del sistema circolatorio.

Poiché in proporzione alla quantità di CO2 inalata o assorbita si ottiene una vasodilatazione che fa diminuire la frequenza del battito cardiaco, è necessario far stabilire con rigore da un medico specialista i parametri della terapia da praticare.

Il gas agisce infatti sul nodo del seno (nodo atriale) che regola il cuore ricordando l'azione del "pacemaker".

L'aumento del ritmo di diastole indica in via indiretta una migliore irrorazione coronarica. 

 

Le acque carboniche sviluppano un benefico calore che fa fluire meglio il sangue.

Le azioni della balneoterapia con acque termali carboniche sono ipertensive a livello centrale e ipotensive a livello periferico e della rete capillare.

Durante il bagno l'efficacia dell'acqua fa sì che si attivi una maggiore velocità del flusso sanguigno che si percepisce dalla netta linea che divide le parti del corpo immerse da quelle emergenti con uno spiccato arrossamento delle prime dovuto alla differenza di calore.

Questa terapia è particolarmente indicata per le carenze del microcircolo e della struttura venosa. 

 

Migliora il metabolismo dei tessuti. Tra gli effetti benefici di queste acque vanno evidenziati:

- generale dilazione dei vasi sanguigni

- aumento specifico del diametro delle arterie

- formazione di nuovi elementi della rete capillare.

Da ciò deriva un metabolismo più rapido e più efficiente.

Il bagno carbogassoso genera anche un aumento della contrattilitá venosa perché agisce sia sulla parete vasale sia sui tessuti connettivi intorno ai vasi sanguigni.

In particolare l'attività della circolazione cresce con il bagno "a mezzo corpo" che la sviluppa provocando anche un positivo aumento della pressione idrostatica nel distretto venoso. 

 

La flebite trova un sollievo. Le particolari caratteristiche della balneoterapia carbogassosa si rivelano particolarmente utili nella flebopatia ipotonica costituzionale, nell'insufficienza venosa cronica (anche in uno stadio avanzato) e nelle sindromi post-flebitiche.

Assistiamo anche a un notevole miglioramento degli strati distrofici sottocutanei e cutanei (piodermiti, eczemi, ecc.) e di altre strutture coinvolte come ad esempio le articolazioni. 

 

Il flusso sanguigno più efficace. La vasodilatazione, ottenuta con l'acqua carbonica, determina una maggiore attività di irrorazione sia delle arterie che dei capillari, detta iperemia attiva.

In parallelo il miglioramento dell'attività venosa fa crescere l'assorbimento di ossigeno eliminando l'anossia stagnante e migliorando la condizione dei tessuti.

Un particolare risultato è relativo al superamento dell'insufficienza venosa, che spesso è accompagnata dalla cellulite (panniculopatia edemato-fibrosclerotica).

La riduzione significativa dell'inestetismo a buccia d'arancia è dovuta a un miglioramento dell'attività trofica dei tessuti interessati. 

 

Come respirare meglio. Nell'apparato respiratorio l'assorbimento di CO2, contenuta nelle acque carboniche, determina una stimolazione.

Questa si manifesta con la riduzione del ritmo della respirazione unita a una maggiore dilatazione dei polmoni e quindi della ventilazione grazie a una maggior attività del vago. 

 

La diuresi liberatoria e purificatoria. Le acque carboniche favoriscono un aumento della diuresi. Tale effetto è particolarmente evidente per acque oligominerali o minimamente mineralizzate.

Ma è la CO2, che dilatando i vasi delle mucose gastriche, con il conseguente un rapido assorbimento, a creare un effetto specificamente diuretico.

Anche nella balneoterapia si può constatare un consistente aumento della diuresi con una pronunciata eliminazio­ne di cloruri dovuta alle azioni specifiche dell'anidride carbonica sul rene e sul cuore.



Fonti:

Elementi di idrologia medica per il corso di idrologia e climatologia medica - Roberto Gualtierotti - Edizioni Libreria dello Studente, Milano, 1974

Manuale di medicina termale - Agostini, G - Archimedica Editori, Torino, 2000





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Aggiornato al 26/05/2017