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Ictus cerebrale, impariamo a riconoscerlo

Ictus cerebrale
Ictus cerebrale - Fotolia






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Il 29 ottobre è stata la Giornata mondiale dell’ictus, una malattia che, solo in Italia, colpisce circa 200.000 persone all’anno e che rappresenta una delle prime cause di disabilità al mondo e la terza di morte dopo cardiopatie e cancro.
In questo post analizziamo gli aspetti principali della patologia per conoscerla meglio e imparare a prevenire l’ictus.

 

Cosa è l’ictus?

Infarto cerebrale, stroke o colpo apoplettico: comunque lo si chiami, l’ictus è la perdita – o il rallentamento – delle normali funzioni cerebrali a causa dell’improvvisa interruzione di apporto di sangue al cervello. Il mancato nutrimento del cervello, anche solo per pochi secondi, può compromettere funzionalità importanti fino a provocare disabilità gravi: intervenire subito e nel minor tempo possibile è il solo modo per limitare i danni.
L’ictus si può manifestare in tutta la popolazione, ma la maggiore percentuale si riscontra tra gli anziani e gli uomini.

 

Sintomi dell’ictus

Le prime avvisaglie di ictus variano in base alla gravità, alla zona del cervello colpita e alle cause, ma i sintomi generali che si possono riconoscere sono: formicolio al braccio, difficoltà a parlare o a compiere determinati gesti, alterazione della vista, capogiri, perdita di equilibrio.

 

Cause dell’ictus

L’ictus è provocato dalla mancanza di sangue diretto al cervello, e a sua volta questa condizione può essere determinata da un’embolia, una trombosi o un’emorragia cerebrale che, sebbene rara, è la più pericolosa perché mortale. Queste tre patologie sono accumunate dalla formazione di un impedimento che ostacola il flusso sanguigno verso il cervello: con la trombosi c’è un coagulo di sangue, con l’embolia si ha il distaccamento di un frammento dell’arteria in cui il coagulo si è formato, e con l’emorragia c’è la completa rottura di una parte arteriosa.

 

Tipi di Ictus

In base alle cause scatenanti, si distinguono tre forme di ictus:

  • Ictus ischemico: si suddivide in ictus trombotico se è provocato da una trombosi, e ictus embolico se è dovuto a un’embolia;
  • Ictus emorragico: si suddivide in ictus emorragico intracerebrale, quando la rottura del vaso sanguigno avviene dentro il cervello, e ictus emorragico subaracnoideo se si rompe un vaso arterioso situato sulla superficie tra il cervello e il cranio;
  • Attacco ischemico transitorio: è una forma di ictus particolare perché tutti i sintomi fanno pensare a un ictus ischemico ma, a differenza di quest’ultimo, sono passeggeri e non permanenti.

 

Fattori di rischio ictus

I fattori di rischio di un ictus sono numerosi, e si possono dividere in due gruppi: modificabili e non modificabili.
Fattori di rischio ictus modificabili:

  • Ipertensione arteriosa cronica;
  • Fumo e fumo passivo;
  • Colesterolo alto;
  • Diabete;
  • Obesità e sovrappeso;
  • Sedentarietà;
  • Malattie cardiovascolari;
  • Pillola anticoncezionale e ormonoterapia;
  • Abuso di droghe e alcol.

 
Fattori di rischio ictus non modificabili:

  • Età superiore ai 55-60 anni;
  • Sesso: colpisce più gli uomini che le donne;
  • Razza: africani, asiatici e caraibici sono i più predisposti;
  • Familiarità con l’ictus;
  • Attacco di cuore.

 

Prevenire l’ictus

Se è vero che non si può avere alcun controllo sui fattori di rischio non modificabili, è altrettanto vero che lo si può avere su quelli modificabili: l’ictus si previene con comportamenti virtuosi e l’adozione di terapie mediche. Per esempio, il pericolo di ipertensione cronica si allontana con una dieta povera di sodio, un allenamento costante ed eventualmente con l’uso di farmaci ipotensivi prescritti dal proprio medico.


1 commento

  1. Lo stile di vita unito a controlli periodici è il modo migliore di prevenire l’ictus.


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