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Rinite allergica: cos’è e come si cura

Rinite allergica scatenata da pollini






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Tempi duri per i milioni di italiani che soffrono di allergie! La primavera sarà anche la stagione della rinascita, ma per molti è il momento dell’anno a più alta concentrazione di fattori scatenanti le allergie.

Una delle più diffuse è la rinite allergica, letteralmente infiammazione (-ite) del naso (rino). In effetti la rinite allergica viene scatenata da determinati agenti presenti nell’aria a cui alcune persone sono ipersensibili, e questo provoca una serie di disturbi più o meno debilitanti.

La rinite allergia può essere intermittente oppure persistente. La rinite allergica intermittente si manifesta solo in precisi periodi dell’anno, generalmente a primavera, quando l’aria è satura di pollini.
Si parla invece di rinite allergica persistente se gli agenti scatenanti l’allergia non sono solo pollini, muffe e polveri stagionali, ma anche sostanze allergiche presenti negli ambienti domestici, come peli di cane e gatto, polvere e acari, solo per dirne alcuni.

I sintomi della rinite allergica sono ben riconoscibili: starnuti, malessere diffuso, prurito al palato, naso ostruito e gocciolante, occhi irritati a tal punto da parlare anche di rinocongiuntivite allergica.
Chi soffre di rinite allergica conosce inoltre la sensazione di soffocamento, la difficoltà a respirare che, nei casi più gravi e persistenti, può causare anche l’asma.

Insomma, con la rinite allergica anche la semplice passeggiata lungo un viale alberato o una sosta al parco diventano un’impresa!

Il buon senso vuole che chi soffre di rinite allergica stia alla larga da ambienti in cui può respirare pollini e altri allergeni, ma questo non basta, è necessario rivolgersi a un allergologo per individuare i fattori scatenanti l’allergia e adottare la terapia migliore per alleviare i sintomi. Sì, alleviare i sintomi, perché le cure per la rinite allergica non sono risolutive.

Uno dei test più utilizzati in questi casi è il Prick test: l’allergologo mette sulla pelle del paziente una goccia dell’allergene sospetto, e con una piccola iniezione si lascia che permei nel derma. Se dopo circa 20 minuti c’è una reazione, tipo un rossore della pelle con rigonfiamento e prurito, allora il soggetto è allergico a quella sostanza somministrata. Il medico allergologo inoltre può prescrivere dei farmaci antistaminici per bocca o per inalazione, e nei casi più gravi si passa all’immunoterapia, cioè alla somministrazione a piccole dosi dell’allergene che scatena l’allergia, in modo che l’organismo si abitui e ne diventi immune.

Visto? Ci si può difendere anche dalla rinite allergica, basta solo rivolgersi a un esperto allergologo.
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Centro medico Tiziano
Dr Alessandro Tumino
Dr Francesco Furno


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Aggiornato al 31/10/2014