Il carcinoma colon rettale è una neoplasia in costante aumento

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Il carcinoma colon rettale è una neoplasia che colpisce uomini e donne

Il Carcinoma colon rettale è la seconda neoplasia per incidenza sia nei maschi che nelle femmine e purtroppo tende ad aumentare costantemente.

 

Le cause. Le cause sono collegabili innanzi tutto alle abitudini e allo stile di vita di ciascuno di noi e la prima causa è l'alimentazione.

Le condizioni più sfavorevoli per il Carcinoma colon rettale sono quelle che dipendono dall'assunzione di grassi animali, dall’eccessiva presenza della carne rossa nella dieta e dallo scarso consumo di verdura.

 

La prevenzione. In pratica per la prevenzione del Carcinoma colon rettale si consiglia la dieta mediterranea che si caratterizza anzitutto per il consumo di grassi non animali e quindi di olio extravergine d'oliva, escludendo il burro e la margarina e privilegiando molta verdura, legumi e molta frutta.

Naturalmente si dovrà preferire la carne bianca e il pesce adottando così sicuramente l’alimentazione migliore per quanto riguarda questo tipo di tumore.

 

Una neoplasia legata all’età. Questa neoformazione cancerosa è caratteristica della sesta e settima decade, essa colpisce infatti i soggetti dai 60 anni in poi.

Abbiamo poi un numeroso gruppo di tumori colon  rettali anche in soggetti giovani che hanno probabilmente un problema di mutazioni e di alterazioni genetiche congenite perché normalmente questo tipo di tumore non riguarda la loro fascia d’età.

 

I sintomi che allertano. Il primo segno abituale, che fa sospettare la presenza di un tumore, è il sangue nelle feci ma questa constatazione porta spesso a ritardi diagnostici perché la causa viene attribuita alle emorroidi.

Un altro sintomo è anche la stipsi, dove il soggetto che andava di corpo regolarmente comincia a notare gravi ritardi nell'evacuazione che avviene con molto dolore e con una conformazione delle feci alterata (feci nastriformi) tutti elementi che denunciano la presenza di problemi anche gravi all'intestino crasso e al retto. Come principio generale bisogna considerare che di fronte a qualsiasi trasformazione dell'alvo (eliminazione delle feci) dopo i cinquant’anni è necessario procedere all'esclusione di cancro del colon retto per considerare altre eventuali disfunzioni: diverticoli, emorroidi, dolicocolon, ecc.

 

La diagnosi. Per quanto riguarda l'approccio diagnostico, alla base di tutto è prevista la colonscopia e cioè l’esame integrale del colon, e non soltanto del retto e del sigma.

Infatti esistono casi in cui sono presenti due o tre neoplasie in parti diverse del colon e si rischia, con un esame parziale, di non individuarle.

Spesso è sufficiente questo primo esame al quale deve seguire una stadiazione preoperatoria, che prevede la TAC torace-addome onde escludere eventuali metastasi già presenti o la carcinosi peritoneale.

Le terapie. Successivamente, là dove è possibile, si procede all’intervento chirurgico come primo atto terapeutico; quindi, in base allo stadio anatomo-clinico definibile solo con l’esame istologico post-operatorio, si programmano le terapie.

 

I diversi stadi del carcinoma colon rettale. Se nella sfortuna si ha la fortuna che la neoplasia è al primo stadio non occorre fare nient’altro: operazione chirurgica e controllo per i 5 anni seguenti.

Se invece siamo di fronte a un secondo stadio, e quindi a un carcinoma colon rettale che infiltrato tutta la parete del colon ma non ha dato né metastasi né linfonodi, abbiamo un gruppo di pazienti molto eterogeneo.

Vi sono compresi pazienti che possono sopravvivere e senza ulteriori terapie guarire, e altri invece che ricadono entro i tre anni.

È per questo che gli oncologi sono soliti individuare dei fattori prognostici negativi allo scopo di selezionare coloro che devono fare la chemioterapia adiuvante e quelli che non devono farla.

Online dal: 25/06/2012



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Autore

Laurea:
07/11/1969 - Medicina e Chirurgia (Roma)
Iscrizione all'albo:
24/06/1970 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di Bari (Ordine della Provincia di Bari) n. 4477
Specializzazione:
08/11/1976 - Oncologia (Roma)
30/12/1974 - Medicina Interna (Parma)
Abilitazione
1969 - Medicina e Chirurgia (Roma)
P. Iva: 06171820720
Ultima modifica: 08/09/2015
Attività: Oncologia

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