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Acufene: quel ronzio nelle orecchie che si può zittire

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acufeni acufeni


Scritto da

Dr Flavio Arnone


Pubblicato il 07/06/2013

Modificato il 07/06/2013

Quasi tutti hanno sentito almeno una volta nella vita un fischio o un ronzio auricolare per pochi istanti. Si tratta dell’acufene, e in questo articolo faremo chiarezza intorno a un argomento verso il quale molte volte si ha un approccio sbagliato.

Secondo la definizione di Jastreboff, l’acufene è una qualunque sensazione uditiva percepita nelle orecchie – o nella testa – in assenza di uno stimolo sonoro esterno. In alcuni casi la sua presenza diventa costante e cronica, con un conseguente impatto psicologico invalidante.

Il paziente che soffre di acufeni generalmente deve affrontare il problema di avere poche informazioni e notizie spesso sbagliate provenienti da altre persone e da medici purtroppo non sempre molto competenti in materia.

Chi convive con l’acufene si sente incompreso in numerose circostanze, sia perché non tutti sono in grado di immedesimarsi nella situazione di difficoltà rappresentata dal ronzio costante in testa e nelle orecchie, sia perché l’esito delle visite mediche è poco chiaro o nient’affatto incoraggiante.

Per affrontare con consapevolezza il problema, bisogna partire dal presupposto che l’acufene può avere origine in qualunque parte del sistema uditivo e che pertanto è da considerarsi come un sintomo e non come una patologia. Tranne in rari casi, l'acufene non dipende da malattie gravi, ma è semplicemente una conseguenza del danno cocleare, spesso fisiologico come la presbiacusia; a volte è potenziato da altri problemi come disfunzioni dell’articolazione cervicale o temporo-mandibolare, e diventa patologico e cronico anche a causa delle sensazioni negative che si sviluppano nel paziente di base molto stressato, ansioso o anche depresso.

È importante sapere che, dopo qualche tempo dall’apparire del disturbo, gli acufeni vengono “centralizzati”, ovvero mantenuti e ricreati direttamente nel cervello, anche se la causa di partenza del disturbo non è più presente.

Sebbene non esista ancora la pillolina contro l’acufene, è giusto affermare che si può risolvere il disturbo dell’acufene.
Innanzitutto è necessario eliminare le associazioni negative che si sono create in risposta all’acufene stesso, considerato inconsciamente una sorta di “pericolo”. È possibile farlo utilizzando la tecnica della TRT – Tinnitus Retraining Therapy – una terapia di riadattamento o meglio di riprogrammazione dell’acufene in grado di diminuire l'intensità del ronzio o addirittura eliminarlo.

Questa metodica si basa sul modello neuro-fisiologico di Jastreboff che spiega come tutti gli stimoli elettrici sonori passanti lungo le vie uditive, prima di giungere alla regione centrale corticale dell’udito e trasformarsi in suono cosciente, siano in realtà soggetti a un filtraggio lungo alcune zone sottocorticali del sistema nervoso autonomo, potendo così essere discriminati e quindi diminuiti, soppressi o anche amplificati.

Per esempio: quando siamo in un ambiente con l’aria condizionata, noi sentiamo il rumore del dispositivo ma in realtà non lo percepiamo. Infatti, il suono prodotto viene considerato poco importante e inutile per il cervello che, quindi, non ce lo fa sentire. Questa capacità di filtraggio, con il tempo e l’applicazione della TRT, si potrà raggiungere non solo per i suoni irrilevanti ma anche per l’acufene, che per molto tempo è invece stato interpretato erroneamente dal nostro cervello come uno stimolo di allarme assolutamente e paradossalmente necessario da percepire.

 

Di seguito un elenco delle cause scatenanti l’acufene e dei trattamenti per curarlo.

Cause dell’acufene:

- presbiacusia

- danno acustico da esposizione a rumore

- assunzione di farmaci ototossici

- patologie dell'orecchio medio, es. versamenti endotimpanici

- patologie dell’orecchio interno, es. malattia di Menière

- patologie dell'orecchio esterno, es. tappo di cerume

- malattie croniche dell’orecchio, es. S. di Menière e otosclerosi

- patologie retrococleari, es. tumore benigno del nervo acustico

- disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare, es. bruxismo

- insufficienza vertebrale - carotidea, es. spondiloartrosi

- patologie dismetaboliche, es. diabete, ipercolesterolemia

- patologie cerebro-vascolari, es. TIA

- patologie neurologiche, es. Parkinson

- patologie autoimmuni, es. artrite reumatoide

- sindromi particolari, es. glomerulo nefriti

- carenze vitaminiche o di altri elementi fondamentali

- traumi cranici post-chirurgici

 

Valutazione e trattamento di acufene cronico

La terapia è personalizzata in base alle specifiche esigenze e caratteristiche dell’acufene nel singolo paziente, ma ci sono degli esami da effettuare sempre:

- visita otorinolaringoiatrica completa con esame audiometrico, impedenzometrico, acufenometria e fibro - endoscopia delle prime vie aeree

- esecuzione di altri esami e test a volte necessari e non ancora effettuati:

     • ABR  - prodotti di distorsione
     • RMN encefalo
     • angio RMN encefalo-collo
     • ecodoppler TSA
     • Prove otovestibolari
     • visita gnantologica
     • otoemissioni acustiche
     • Rx o RMN cervicale
     • visita fisiatrico - ortopedica
     • visita neurologico - psichiatrica
     • esami ematochimici
     • tac MXF

- visita di II livello o counseling: il paziente dovrà capire bene i meccanismi fisio-patologici e psicologici dell’acufene e di conseguenza comprendere l’efficacia delle terapie proposte.

- applicazione di generatori sonori personali e/o ambientali che, producendo suoni a varie frequenze e venendo regolati per mascherare l'acufene sulla sua frequenza, ne riducano il fastidio facilitando il meccanismo dell'abitudine

- protesi acustiche particolari — open fitting – per i pazienti che presentino una ipoacusia importante. Infatti, il ripristino di una buona percezione del rumore ambientale aiuterà a mascherare l'acufene

- terapie farmacologiche allo scopo di diminuire lo stato d’ansia ovvero la depressione, pre-esistenti o spesso conseguenti al disturbo stesso, ma anche a migliorare la funzionalità del microcircolo vascolare dell’orecchio interno e a consentire un discreto riposo. A causa dell’acufene, molti pazienti hanno difficoltà ad addormentarsi.

- tecniche di rilassamento come ad esempio l’agopuntura

- terapia di supporto psicologico

- utilizzo di apparecchi ortodontici come il bite

 

Il primo passo per la cura dell’acufene è rivolgersi a un otorinolaringoiatra esperto nel trattamento di questo problema che, partendo da un fischio costante nelle orecchie e nella testa, rischia di compromettere la salute psichica e di tutto il corpo.





Commenti

  • il 19/06/2013

    TL159 ha commentato:


    Sono contento che il mio articolo le sia servito..... lo scopo principale del counseling sta propio nel fare capire per bene al paziente cosa e' l'acufene, che spesso invece è  un problema troppo astratto e non spiegato a dovere. Le assicuro che se si riesce in questo, oltre ovviamente all'analizzare il problema per bene, si è  già a metà strada verso il miglioramento degli acufeni.

  • il 11/06/2013

    maseo ha commentato:


    Finalmente un articolo chiaro e molto intuitivo sulle cause e problematiche degli acufeni. Io purtroppo ne faccio parte di questa insidiosa patologia ho solo 52 anni con deficit uditivo per ipoacusia da rumore. Il grande miracolo della natura che quando dormi tutto svanisce e domani si ricomincia da capo.. L'articolo potrebbe interessare i tanti medici capaci di dire solamente "BISOGNA SAPER CONVIVERE"..... vi sfido a farlo... Di nuovo grazie.....

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