Come viaggiare in aereo senza problemi

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Un viaggio in aereo dovrebbe essere un’esperienza molto piacevole, soprattutto se si vola per raggiungere qualche località di vacanza. Ma non sempre è così. Molte persone sono soggette a disturbi che vanno dai semplici fastidi, come la secchezza delle mucose e il senso di pesantezza alle gambe, a disturbi psicologici che sfociano in un vero e proprio terrore del volo. Senza contare che tutti, se il viaggio si prolunga costringendo per molte ore a una posizione di semi immobilità, sono esposti al rischio di disturbi venosi che possono avere serie ripercussioni sulla salute. Ecco allora, caso per caso, che cosa si deve fare per affrontare – e portare a termine – un viaggio aereo nel migliore dei modi.

 

 

Trombosi venosa profonda
Di che cosa si tratta
Quando una persona è costretta a restare per molte ore in una posizione di immobilità, la circolazione del sangue rallenta. Questo capita perché viene a mancare il meccanismo di “pompa” naturale esercitato dal piede durante la camminata. In pratica, a ogni passo viene compresso il fitto reticolo di piccole vene poste nella pianta del piede e il sangue risale verso l’alto, fino al cuore. L’immobilità prolungata impedisce questo meccanismo e le vene tendono a riempirsi di sangue, soprattutto a livello del bacino e degli arti inferiori. Il ristagno di sangue può dar luogo alla formazione dei cosiddetti “trombi”, coaguli di sangue che, dalle gambe, possono risalire fino al cuore e ai polmoni provocando un’embolia polmonare. Il trombo può cioè bloccare i vasi sanguigni che irrorano i polmoni, causando disturbi respiratori e cardiaci e mettendo a volte a rischio la vita della persona.

 

Come evitare il problema
È necessario, soprattutto se il viaggio è lungo, alzarsi almeno una volta ogni mezz’ora e fare una breve camminata nel corridoio dell’aereo. Quando si sta seduti, è bene cambiare spesso posizione e allungare le gambe sotto la poltrona davanti a sé, roteando la caviglia e alzando alternativamente tacco e punta, per favorire la circolazione. È anche importante indossare biancheria, abiti e scarpe larghi e comodi, che non impediscano la circolazione del sangue.

 

Difficoltà  respiratorie
Di che cosa si tratta
La posizione seduta e accovacciata ostacola l’attività ventilatoria polmonare. I polmoni, cioè, compressi all’interno della cassa toracica a causa della posizione incassata, non riescono ad espandersi e a contrarsi correttamente. I maggiori disagi riguardano gli obesi, le donne in gravidanza, i bambini, coloro che soffrono di asma e diabete. La persona è quindi soggetta a difficoltà respiratorie e avverte una vera e propria sensazione di soffocamento. Inoltre, poiché i polmoni non riescono a fare correttamente rifornimento di ossigeno, il sangue tende a riempirsi di anidride carbonica. Questo provoca un aumento dell’acidità del sangue (acidosi metabolica) con conseguenze quali vomito, sonnolenza, mal di testa intenso.

Come evitare il problema
Anche in questo caso è bene evitare la posizione seduta per un tempo troppo prolungato, alzarsi e fare qualche passo nel corridoio dell’aereo. Mentre si è seduti, è utile fare respiri profondi e lenti allargando bene le braccia per favorire la circolazione.

 

Edema polmonare
Di che cosa si tratta
Il sistema di pressurizzazione dell’abitacolo dell’aereo determina una condizione di ritenzione idrica nell’organismo. L’acqua in circolo nel corpo, cioè, invece di disperdersi nell’ambiente attraverso la traspirazione, resta all’interno del corpo e tende a riempire tutti gli spazi interni. Gli alveoli polmonari, cioè le terminazioni delle ramificazioni dei bronchi, dove avvengono gli scambi respiratori, si riempiono di liquido e non riescono più a svolgere le loro funzioni. La persona è così soggetta a crisi respiratoria, senso di soffocamento, tachicardia, intenso malessere generale. Le persone che soffrono di disturbi cardiaci sono più predisposte a questo disturbo.

Come evitare il problema
Chi è soggetto a edema polmonare deve assumere, prima dei viaggi in aereo, alcuni diuretici, farmaci cioè capaci di favorire l’eliminazione dei liquidi organici attraverso le urine. È sempre necessaria la prescrizione medica. Se la crisi sopravviene in modo inaspettato, durante un viaggio, è necessario tenere la persona tranquilla e provvedere al ricovero ospedaliero una volta giunti a destinazione.

Gonfiore degli arti inferiori
Di che cosa si tratta
Il gonfiore delle gambe è un’altra conseguenza della prolungata immobilità in aereo. Quando non ci si muove per molto tempo, la parte fluida del sangue tende a trasudare all’esterno dei vasi sanguigni e a ristagnare al di sotto dei tessuti cutanei. Qui crea gonfiori ed edemi, che si manifestano con formicolio alle gambe. Se il disturbo è di moderata entità, non ci si deve preoccupare, ma può trasformarsi in un problema serio se al gonfiore si accompagnano varici (dilatazione di una vena, con cedimento del tessuto che la costituisce) o flebiti (infiammazione della parete venosa).

Come evitare il problema
Il ristagno del sangue e quindi dei liquidi nei tessuti si evita facendo un po’ di movimento durante il viaggio: qualche passo lungo il corridoio e un po’ di distensione delle gambe davanti a sé. Se comunque si è consapevoli di essere soggetti a debolezza venosa, è opportuno rivolgersi al medico se si ha in progetto di affrontare un lungo viaggio in aereo.

Jet lag
Di che cosa si tratta
Il jet lag, o sindrome da fuso orario, è un insieme di sensazioni spiacevoli come mal di testa, ansia, irritabilità, disturbi del sonno che colpiscono un gran numero di persone al termine di un viaggio a oriente o a occidente che dura molte ore e si attraversano quindi numerosi fusi orari. Le funzioni biologiche del corpo umano seguono un andamento regolare sincronizzato con la luce del sole. Dopo un viaggio lungo i meridiani terrestri si crea uno sfasamento tra il normale ciclo biologico e i ritmi dell’ambiente circostante. Una persona deve adattarsi a prendere sonno a orari completamente diversi e le fasi del riposo notturno risultano sballate, intervallate da numerosi episodi di insonnia. Alla mancanza di sonno si aggiunge la fatica del viaggio, della posizione di immobilità mantenuta per parecchie ore, la disidratazione dovuta alla permanenza in un ambiente chiuso e secco.


Come evitare il problema
È necessario cercare di adattarsi prima possibile ai nuovi ritmi. Se, cioè, nel paese in cui si giunge c’è il sole è meglio concentrare le energie e sforzarsi di uscire; se è notte, è bene rilassarsi e riposarsi leggendo o ascoltando musica, senza necessariamente dormire. Si può tentare di combattere il jet lag già durante il viaggio, evitando di rimanere troppo immobili, bevendo molta acqua naturale (vietati gli alcolici), facendo spuntini leggeri. È ancora discussa nella comunità medica l’utilità dell’impiego della melatonina, un ormone prodotto dal corpo umano che aiuterebbe la regolazione del ritmo sonno-veglia.

 

Chinetosi
Di che cosa si tratta
La chinetosi (comunemente detta mal di mare, mal d’auto o di aria) è un disturbo di natura neurovegetativa caratterizzata da nausea, vomito, mal di testa, vertigini. Le cause del disturbo sono dovute alla predisposizione ereditaria di un individuo. In pratica, chi è soggetto a chinetosi non sopporta i movimenti, le accelerazioni e le decelerazioni ai quali è sottoposto durante un viaggio. Il suo senso dell’equilibrio risulta destabilizzato e sopravvengono i vari malesseri.

Come evitare il problema
È utile fare spuntino leggeri prima di partire, a base di alimenti secchi e salati come grissini e crackers ed evitare di bere troppo. Può anche essere utile assumere farmaci specifici, capaci di combattere i sintomi della chinetosi e predisporre al sonno.

 

Secchezza delle mucose
Di che cosa si tratta
La secchezza di pelle, labbra e occhi è non è un vero e proprio disturbo, ma una sensazione spiacevole dovuta all’ambiente chiuso e secco dell’aereo, dove circola aria riciclata. Le molecole di acqua presenti sulla superficie esterna del corpo, quindi sulla cute, sulle labbra e nella mucosa degli occhi evapora molto velocemente: da qui la sensazione di pelle e labbra che “tirano” e di occhi asciutti e arrossati. Quest’ultimo problema riguarda soprattutto i portatori di lenti a contatto.

Come evitare il problema
È necessario bere molto, tenendo a portata di mano una scorta di acqua naturale. Per idratare la pelle e le labbra è utile applicare un velo di crema idratante e di burro di cacao. Per calmare l’irritazione agli occhi si può applicare qualche goccia di collirio in confezione monodose, oppure di soluzione fisiologica. Chi indossa le lenti a contatto deve rivolgersi al proprio oculista e farsi prescrivere un collirio specifico.

 

Claustrofobia
Di che cosa si tratta
La claustrofobia è un disturbo della psiche che consiste nella paura immotivata di trovarsi
all’interno di un luogo chiuso: per esempio, ascensori, tunnel e appunto, aerei. La persona affetta da questa fobia si rende conto di non poter uscire da questo luogo per qualche tempo ed è presa da crisi di ansia, sbalzi di pressione, perdita dei sensi. Tutto questo capita perché la forte stimola eccessivamente il nervo vago, che ha origine dal cranio e attraversa il corpo, innervando i principali organi interna. La stimolazione del vago provoca una vasodilatazione, un’accelerazione del battito cardiaco e quindi sbalzi di pressione e svenimenti.

Come evitarlo
La claustrofobia va combattuta con un’opportuna terapia farmacologica e psicologica. Se però una persona si rifiuta categoricamente di salire su un aereo non va forzata, ma è più opportuno optare per mezzi di trasporto alternativa.

Online dal: 01/06/2011



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Autore

Laurea:
22/03/1984 - Medicina e chirurgia (Milano)
Iscrizione all'albo:
17/07/1984 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di Milano (Provincia di Milano) n.24589
Specializzazione:
27/10/1988 - Cardiologia (Messina)
Abilitazione
1984/1 - Medicina e Chirurgia (Milano)
P. Iva: 08079960152
Ultima modifica: 10/05/2019
Attività: Cardiologia

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