Impianto dentale: modalità di inserimento e rischio di rigetto

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Abbiamo visto come si prepara un paziente all’intervento odontoiatrico e quali sono le norme igieniche seguite dall’odontoiatra, adesso parliamo di come si inserisce un impianto dentale e dei rischi di rigetto.

L'inserzione di uno o due impianti dentali viene effettuata nel modo seguente:

- incisione della mucosa lungo la linea "di cresta" della mandibola o mascella edentula.

- scollamento a spessore completo del lembo mucoso.

- individuazione del punto ideale di inserzione dell'impianto sulla cresta oseea.

- eventuale correzione della cresta per renderla pianeggiante con l'uso di puntali chirurgici azionati da ultrasuoni (Chirurgia Piezoelettrica del Prof. Vercellotti), metodica che ha la caratteristica di agire esclusivamente sul tessuto osseo mineralizzato, lasciando intatti e illesi i tessuti molli e provocando -attraverso gli ultrasuoni- una emostasi del tutto naturale per cavitazione (formazione di microbolle di aria) allo sbocco dei capillari;

- introduzione di una "fresa pilota" nell'osso e controllo della sua posizione, direzione e profondità;

- crezione di un sito implantare a stampo dell'impianto che verrà inserito;

- inserzione dell'impianto e avvitamento all'interno della cavità preparata sotto continua irrigazione di soluzione salina sterile e raffreddata;

- inserzione del tappo-vite sotto o transmucoso a seconda dei casi;

- sutura con aghi atraumatici e filo da sutura sintetico di altissima qualità, in modo che la placca batterica non venga trattenuta;

- controllo radiografico finale e terapia antibiotico-antinfiammatoria.

 

I punti di sutura verranno rimossi a guarigione mucosa avvenuta, almeno dopo 10 o 15 giorni dalla data dell'intervento.

 

Esiste il rischio di rigetto dell'impianto? La risposta a questa domanda, in qualche modo l’abbiamo data nel primo articolo, quello in cui abbiamo spiegato cos’è un impianto dentale e cosa significa osteointegrazione.

 

L’impianto dentale è fatto in titanio, e il titanio è perfettamente biocompatibile con i tessuti umani, inoltre l’assenza in letteratura medica di casi di intolleranza al titanio è un’ulteriore garanzia che non esiste rischio di rigetto.

 

Perdita dell’impianto dentale. Nei primi mesi post-operatori, quando l'osso che circonda l'impianto è sede di una complessa serie di rimaneggiamenti, qualsiasi evento infettivo, traumatico o non corretto da parte del paziente o di un’eventuale protesi posta in modo incongruo al di sopra dell'impianto può limitare il processo di integrazione ossea fino a interromperlo.

 

In questi casi è indispensabile rivolgersi immediatamente allo Studio odontoiatrico e bloccare l'infezione assumendo farmaci antibiotici, gli stessi dati al momento dell’intervento, per cui si consiglia sempre nelle prime settimane di averne una scorta a casa.

 

La perdita dell’impianto dentale determina l’assenza della stabilità iniziale, l’introduzione di un tessuto differente da quello osseo nell'interfaccia tra osso e impianto (tessuto connettivo) fino a destabilizzare del tutto la connessione iniziale tra osso e impianto, essenziale per la guarigione e la osteointegrazione.

 

Nel momento in cui, dopo circa 12 settimane, la osteointegrazione è completa, se il paziente segue una corretta igiene orale e si presenta regolarmente alle visite di controllo odontoiatrico, la percentuale di insuccessi dopo 5 anni si riduce nelle statistiche attuali al 3-4% dei casi.


Online dal: 13/02/2013



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Autore

Laurea:
30/10/1979 - MEDICINA E CHIRURGIA (TRIESTE)
Iscrizione all'albo:
29/09/1998 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di TRIESTE (Ordine della Provincia di TRIESTE) n. 3434 29/09/1998 - Albo Provinciale degli Odontoiatri di TRIESTE (Ordine della Provincia di TRIESTE) n. 303
Specializzazione:
28/06/1982 - ANESTESIA E RIANIMAZIONE (TRIESTE)
Abilitazione
1979  - Medicina e Chirurgia (TRIESTE)
P. Iva: 00938110327
Ultima modifica: 26/09/2016
Attività: Odontoiatria e Medicina Estetica

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