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ECM: linee guida per creare il sistema formativo obbligatorio

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Scripta Firenze Agenzia di comunicazione


Pubblicato il 18/09/2009

Modificato il 07/10/2009

ECM: linee guida. È oggi ufficializzata la volontà di passare alla fase definitiva e operativa dell’ECM (Educazione Continua in Medicina), dopo dieci di anni di sperimentazione, durante i quali si sono verificate, tra numerose difficoltà, le possibilità di costituire un solido ed efficiente sistema di aggiornamento scientifico degli operatori della Sanità.

L’esigenza dell’ECM di offrire opportunità formative di qualità e adatte alle diverse attività professionali, è evidente da tempo.
Le iniziative congressuali, gli aggiornamenti su base personale e in generale l’utilizzo di tempo per migliorare le proprie cognizioni scientifiche si sono dimostrate insufficienti.
Si è quindi stabilito l’obbligo tassativo per tutti coloro che operano nel settore sanitario, sia pubblico che privato, di acquisire un numero prestabilito di crediti formativi per anno con la frequenza a corsi residenziali certificati dal ministero della Salute o con una partecipazione attiva e verificata all’attività di Formazione A Distanza (FAD).

Il ministero della Salute. Il sistema di formazione ECM e le linee guida relative, sono controllate dal ministero della Salute attraverso strutture dedicate e si concretizzano sulla base di dispositivi regolamentari rigorosi.
L’attuazione operativa della formazione è affidata a soggetti sia pubblici che privati denominati Provider, accreditati e certificati opportunamente, che organizzano e gestiscono i diversi eventi formativi e l’attività di formazione a distanza.

Accreditamento dei Provider. Le condizioni e le procedure per l’accreditamento dei Provider sono particolarmente complesse perché devono garantire il rigoroso rispetto di un insieme di condizioni dalle quali deve scaturire un servizio competente, trasparente, eticamente indipendente e in sintonia con l’interesse per la salute della società nel suo complesso.

Le regole per il Provider. È previsto che il Provider si attenga rigorosamente all’ECM e alle linee guida, esprima un elevato livello qualitativo delle docenze, scelga temi di effettiva rilevanza scientifica, sociale e organizzativa, verifichi i gradi di apprendimento, attui una perfetta organizzazione logistica, produca una documentazione dettagliata degli eventi e collabori con gli ispettori ministeriali nelle fasi di controllo.

Le difficoltà per l’ECM. Nella sua fase di rilancio, pur avendo perfezionato la struttura burocratica e creato una collaborazione istituzionale tra stato (ministero) e regioni, l’ECM non sembra tuttavia aver risolto alcuni nodi essenziali tra i quali quello economico.
Nei lunghi anni di esperimenti, le maggiori difficoltà sono state la vaghezza delle attribuzioni dei crediti formativi a causa della presenza di provider impropri (oggi infatti esclusi dalle nuove norme) e i costi elevati della gestione dei corsi e della partecipazione dei professionisti.

I costi. I costi di cui lo Stato dichiara di non potersi fare carico (anzi richiede il pagamento di una quota dal Provider per le fasi di controllo dell’attività formativa) dovrebbero essere coperti dal medico (favorito forse da una probabile defiscalizzazione) e da eventuali sponsor.
L’idea degli sponsor è radicata da tempo nelle scelte ministeriali ma quando si vanno a verificare le regole imposte a questi mecenati-finanziatori (rari peraltro in tempi di crisi) ci troviamo di fronte a non poche difficoltà.
Il Provider deve infatti acquisire e condizionare lo sponsor ad essere presente alla promozione degli eventi e nella loro documentazione solo con la ragione sociale, senza poter accennare alla propria attività di ricerca e produzione.

La sponsorizzazione. Con le regole imposte si cerca di negare lo stretto rapporto che esiste tra il marketing farmaceutico e le possibilità di finanziamento di eventi formativi. L’evento sponsorizzato deve avere infatti delle concrete ricadute sull’azienda finanziatrice senza le quali si configura un esborso che non può essere giustificato nel bilancio.

Il problema finanziario nell’ambito di ECM è quindi serio e ripropone le stesse difficoltà fin qui riscontrate. È infatti giusto che il provider debba essere collaudato nelle sue capacità con un periodo di accreditamento provvisorio, prima di diventare effettivo, ma è anche necessario che si provveda a fare un’analisi dei costi medi di gestione di un evento formativo di qualità (struttura, docenze, documentazione, attrezzature ecc.) rapportandoli al numero dei partecipanti e definendo così un’ipotesi di costo pro capite.
Da questi valori si potrà capire quante possibilità può avere l’ECM di essere gestito in modo remunerativo.

La copertura finanziaria. Si dovrà quindi valutare se è giusto dare per scontata la possibilità di una copertura finanziaria dei costi da parte del professionista che deve ottenere i crediti formativi e un eventuale sponsor partecipante che può promuovere solo la propria ragione sociale (peraltro già nota al medico).
Quanto ad eventuali sponsor pubblici la questione è ancora più improbabile e complessa.

La necessità dell’ECM. Quanto accennato non vuol significare che l’ECM con le linee guida non debba essere attivato al più presto per divenire un efficace e costante sistema di aggiornamento professionale.
Qualsiasi tipo di indagine mette in costante rilievo le carenze formative nella classe medica che dal canto suo manifesta da tempo il bisogno di riferimenti che le consentano di attingere ad aggiornamenti preziosi per la propria attività clinica.

Il rilancio dell’ECM, con il regolamento definitivo atteso impazientemente, è quindi un dovere del ministero della Salute e deve diventare anche un impegno di tutte le strutture e i soggetti chiamati ad operare in questa decisiva attività da cui deve derivare un aumento considerevole della qualità della salute dei nostri concittadini.



Fonti:

Enciclopedia della Medicina Italiana - UTET - 2004





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