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Il piede piatto del fanciullo e quello inveterato dell’adulto determinano sofferenze


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Il Piede piatto del fanciullo è la conseguenza di un piede lasso infantile trascurato, curato in modo inadeguato o che risulta non riducibile alla forma fisiologica corretta.

Questo tipo di piede piatto non è privo di sintomi come quello infantile, ma al contrario spesso viene accusato un dolore al V° metatarso, una sensazione pronunciata di tensione alla pianta con sofferenza al calcagno. Questa condizione provoca un indebolimento che spinge il bambino a rifiutare il movimento, cosa che lo fa ingrassare accentuando ulteriormente il piattismo.

Ne consegue che il bambino tende a camminate in extraversione facendo battere il piede sulla terra quasi fosse una pinna camminando in modo marcatamente sgraziato e pesante.

Ogni passo accentua il valgismo del calcagno facendo abbassare il malleolo interno.

 

La radiografia del piede piatto del fanciullo. L'esame radiografico mette in evidenza un angolo di Costa-Bertani che, sotto carico, raggiunge il valore massimo di 150° rispetto ai 125° normali.

Il plantare deve avere come scopo, più che una correzione, la stabilizzazione del piede al I grado di piattismo o, nel caso di forme resistenti, al II grado considerando che la correzione definitiva si ottiene di rado in un fanciullo.

 

Piede piatto inveterato dell'adulto. È una deformazione che provoca intense sofferenze alla pianta e al metatarso nella sezione media del calcagno; tali sofferenze sono causate da un eccessivo stiramento dell'aponeurosi plantare (fascia muscolare della pianta) e dei muscoli cavizzanti.

L'accentuarsi di queste condizioni determina l'insorgenza di casi acuti (Piede Piatto Contratto) dovuti alla contrattura dei muscoli interni ed esterni o all'irritazione delle strutture legamentose del piede, specie quella situata sotto l'astragalo.

Si provoca perciò come reazione riflessa una contrattura che trasforma il piede quasi paralizzandolo in modo rigido e doloroso, cosa che rende impossibile sopportare qualsiasi scarpa o plantare correttivo che finirebbe solo per accentuare l'irritazione e la conseguente sofferenza.

Il piede si presenta con cute secca e rigida senza pliche cutanee (o grasso elastico), che si muove con passo pesante e con un'extraversione accentuata.

Il plantare quindi deve mirare a distribuire i carichi in modo delicato per ricreare progressivamente la volta della pianta del piede.

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