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Ossiuriasi infezione intestinale causata da un parassita

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Prurito e irritabilità Prurito e irritabilità Lavare le mani Lavare le mani


Scritto da

Gaia Cortese, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 05/07/2010

Modificato il 06/07/2010

L’ossiuriasi è un’infezione intestinale provocata da un parassita chiamato Oxurius vermicularis o Enterobius vermicularis: è un tipo di parassita intestinale come la tenia, più comunemente conosciuta come “verme solitario”. Si tratta di una patologia molto rara nei neonati e poco frequente nei bambini piccoli ma, nel caso si manifesti, succede per la prima volta intorno ai 3 - 4 anni. Di solito la trasmissione dell'ossiuriasi tra bambini avviene all’asilo o ai giardini ed è veicolato dalle mani. Le uova del parassita, infatti, si annidano sotto le unghie e il bambino le ingerisce mettendosi le mani in bocca. Quando le uova arrivano nello stomaco le larve si aprono e raggiungono l’intestino cieco, dove maturano e si sviluppano. Di notte le femmine si muovono lungo l’intestino e vanno a depositare le uova vicino all’orifizio anale, per poi morire.

 

Sintomi fastidiosi e vermi nelle feci
I sintomi dell’ossiuriasi provocano prurito anale e nasale, arrossamento nella zona intorno all’ano, insonnia, irritabilità, dermatite, vaginiti nelle bambine e tosse secca alternata a momenti di benessere. Ci si accorge dell’ossiuriasi individuando nelle feci del bambino tanti piccoli filamenti bianchi che si muovono, lunghi pochi millimetri; inoltre l’evacuazione delle feci è spesso seguita da prurito anale. Si può anche effettuare un esame di laboratorio conosciuto come scotch test, per individuare le uova del parassita.

 

Vermifughi, ma anche rimedi naturali
Si può guarire dall'ossiuriasi anche senza terapia: si tratta infatti di una patologia autolimitante che guarisce da sé con qualche semplice precauzione igienica, come lavarsi accuratamente le mani dopo la defecazione.
Per combattere l’ossiuriasi si ricorre a farmaci detti antielmintici o vermifughi. Per gli ossiuri, ossia i vermi, si utilizza Pirvinio pamoato o mebendazolo, che deve essere somministrato in dose unica, da ripetere per due volte a distanza di 15 giorni l’una dall’altra. Omeopaticamente si può intervenire con rimedi naturali con Teucrium marum verum per risolvere il prurito anale e quello delle mucose nasali, con Cina 5 CH per alleviare sintomi come i crampi addominali e il vomito, con Spigella 5 CH per i dolori addominali dovuti alle parassitosi. Tra i prodotti vermifughi di erboristeria è consigliato l'aglio ad uso interno.



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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