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Pillola del giorno dopo anche senza prescrizione medica

Pillola del giorno dopo
Pillola del giorno dopo - iStockphoto.com






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La pillola del giorno dopo si può vendere alle ragazze maggiorenni anche senza prescrizione medica (Sop, senza obbligo di prescrizione), mentre continua a essere obbligatoria per le ragazze minorenni. L’ha stabilito l’Aifa – Agenzia italiana del farmaco – che specifica anche l’obbligo da parte dei farmacisti di richiedere il documento d’identità quando, dall’aspetto, non si capisce se la ragazza sia maggiorenne oppure no.
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Il provvedimento emesso dall’Aifa, reso noto sulla Gazzetta ufficiale del 3 marzo e divulgato sul sito di Federfarma, fa riferimento al farmaco Norlevo, il più economico tra i contraccettivi d’emergenza a base di levonorgestrel. L’Aifa non è nuova a queste decisioni: già lo scorso febbraio aveva abilito l’obbligo della ricetta medica per altri due contraccettivi d’emergenza sempre a base di levonorgestrel: stromalidan ed escapelle.
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L’obiettivo è quello di facilitare l’accesso alla pillola del giorno dopo e permettere alle donne maggiorenni di evitare una gravidanza indesiderata in tempi rapidi.
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Cosa sono i contraccettivi d’urgenza? Con questa espressione si indicano i metodi anticoncezionali d’urgenza che, in quanto tali, non sono e non devono essere considerati contraccettivi abituali, ma assunti solo in relazione a un rapporto sessuale con rischio di gravidanza indesiderata.
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È importante specificare che la pillola del giorno dopo non si deve paragonare né assimilare alla RU-486, la pillola abortiva: la pillola abortiva arresta la gravidanza perché induce l’aborto chimico entro i primi 49 giorni di gravidanza, mentre la pillola del giorno dopo impedisce la gravidanza perché ostacola l’ovulazione e il passaggio degli spermatozoi verso l’utero.
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Per avere maggiori informazioni e fare chiarezza su ulteriori dubbi, la cosa giusta da fare è parlare al proprio medico ginecologo senza imbarazzi e paure, altrimenti puoi rivolgerti agli specialisti del nostro forum di ginecologia.


1 commento

  1. Ludovica ha detto:

    Salve a tutti, volevo raccontarvi in breve la mia esperienza, anzi la mia diatriba per ricevere sostegno e comprensione, cose che purtroppo sono venute a mancare. Ieri sono andata in una nota farmacia (di cui non faró il nome) nella mia città, per comprare la pillola del giorno dopo. Il trattamento che ho ricevuto non lo auguro a nessuno; il personale dopo essersi scambiato sguardi e avermi “radiografato” da capo a piedi, facendomi chiaramente sentire a disagio, ha richiesto la ricetta medica per un farmaco che io, essendo maggiorenne (avevo portato la carta d’identità con me) non ero teneta ad avere o presentare per legge. Inutile dire come mi sono sentita: giudicata, etichettata e condannata come se fosse un reato persino chiedere ciò che mi sarebbe spettato di diritto. Non sono un’irresponsabile in quanto il rapporto non protetto che ho avuto il giorno precedente alla mia richiesta, evidentemente inconcepibile, di comprare la pillola, è accaduto senza il mio consenso. Sono stata vittima di un abuso e in farmacia mi sono presentata con le lacrime agli occhi, visibilmente scossa e in uno stato d’ansia ben percepibile…invece di chiedere hanno pronunciato una sentenza inequivocabile… Mi domando come si possa essere così ciechi da non valutare, e soprattutto come si possa essere talmente inumani da non considerare la persona che ti sta di fronte, un’irresponsabile, una ragazzina viziata, perché è così che mi hanno trattata, abituata ad avere tutto e subito. Io sono una studentessa e la farmacologia la conosco e anche la legge in quanto sono iscritta ad una facoltà in cui si studiano bene queste cose. Assumere un atteggiamento così indisponente nei miei confronti mi ha portato ad avere paranoie, sensi di colpa, per una colpa che non ho avuto… Avrei voluto essere ascoltata e non accontentata a tutti i costi ma perlomeno che si fossero fatti due domande…e invece mi sono dovuta rivolgere da un’altra parte dove fortunatamente sono stata accolta. Spero che questo possa bastare, non dirò altro, voglio solo mettere in chiaro che anche per essere obiettori di coscienza ci vuole giudizio e criterio, anche se per me è lo stesso sbagliato negare la pillola a chi non ha subito un abuso e ha semplicemente avuto un rapporto senza precauzioni..mettetevi nei panni del cliente, perché è prima di tutto una persona che va rispettata e salvaguardata…


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