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Prof. Dr Michele Lomuto

Medico Chirurgo Specializzato in Dermatologia

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laurea

    17/11/1966 - MEDICINA E CHIRURGIA (BARI "ALDO MORO")

    Iscrizione all'albo

    02/04/1984 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di FOGGIA (Ordine della Provincia di FOGGIA) n. 3216

    Specializzazione

    10/07/1968 - DERMOSIFILOPATIA (BARI "ALDO MORO")

    23/11/1973 - ALLERGOLOGIA ED IMMUNOLOGIA CLINICA (FIRENZE)

    Abilitazione

    1967 /1  - Medicina e Chirurgia (BARI "ALDO MORO")


Ai melanomi spesso seguono le metastasi di melanoma

I melanomi devono essere controllati per tutta la vita

Scritto da
Prof. Dr Michele Lomuto

Pubblicato il
31/08/2012

I melanomi e le metastasi. I melanomi possono anche avere una familiarità, ma in Italia la casistica è abbastanza ridotta. Da noi i melanomi sono in genere primitivi e una volta diagnosticati e trattati opportunamente devono essere controllati. Non per un tempo limitato, ma per tutta la vita. C’è infatti un caso tardivo di metastasi di melanoma, pubblicato in letteratura, in cui un paziente ha avuto la metastasi dopo 25 anni. Questo dimostra che, anche se con il passare del tempo si allontana l’eventualità di una metastasi, in realtà questa evenienza può verificarsi in qualsiasi momento. Io ho visto più di un caso di comparsa di metastasi, e anche di decesso, dopo oltre 10 anni dalla prima asportazione.

 

Altre convinzioni errate. Un altro errore molto comune è considerare che una lesione molto piccola non abbia rilevanza. Non è vero. Io ricordo, tra gli altri, il caso di una bellissima ragazza che aveva su un gluteo un “apparente” neo (che poi istologicamente non era un neo) di meno di 2 mm di diametro, che morì di metastasi di melanoma. Purtroppo quello non era un neo di piccolissime dimensioni, ma un fatale melanoma. Anche per quanto riguarda i melanomi nella primissima infanzia si pensa che non si verifichino. Non è vero. Anche se si tratta di casi eccezionali si devono sempre fare gli opportuni controlli. Inoltre i bambini non vanno esposti ai raggi solari in maniera diretta, vanno coperti e protetti con schermanti solari. È infatti ormai dimostrato che le ustioni solari riportate in età infantile predispongono, anche se non obbligatoriamente, ai melanomi in età adulta.

 

Il controllo periodico. Non ci si deve allarmare per ogni neo che compare, ma bisogna tuttavia tenerlo sotto controllo. I nei continuano a venir fuori fino ai 40/45 anni, poi iniziano a regredire. È comunque estremamente importante l'auto-osservazione. Chi ha avuto un melanoma deve fare periodicamente un controllo, anche se purtroppo non esiste un protocollo di follow-up internazionale. Ogni Paese si è fatto il proprio. Gli israeliani hanno il loro protocollo così come gli irlandesi, gli svizzeri e così via, mentre in Italia esiste solo qualche linea di suggerimento. Gli americani ne hanno uno molto leggero perché considerano del tutto inutile e costoso fare una radiografia del torace quando le probabilità di identificare un’eventuale metastasi polmonare sono talmente basse da non giustificare la spesa globale: valutazione questa di dubbio valore etico.

 

Dopo il primo melanoma. Quindi auto-osservazione e controllo. Con che frequenza vanno fatti i controlli? Dipende dallo spessore, dalla sede e dall’età del soggetto. I controlli nel tempo possono rallentare ma mai essere eliminati. Bisogna anche considerare che, a parte le metastasi di melanoma, esiste un’elevata percentuale di casi in cui al primo melanoma ne fanno seguito altri nel tempo, perché chi l’ha avuto una volta è candidato ad averne altri. A questo proposito, un recente lavoro di uno dei maggiori esperti di melanomi che abbiamo in Italia, Maria Grazia Bernengo dell’Università di Torino, evidenzia che su 270 casi seguiti in follow-up per diversi anni, il 76% ha avuto almeno il secondo melanoma, che è una percentuale molto alta, e si arriva perfino a 8 melanomi. Ecco perché è molto importante l'auto-osservazione e la prevenzione.



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