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Prof. Dr Michele Lomuto

Medico Chirurgo Specializzato in Dermatologia

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laurea

    17/11/1966 - MEDICINA E CHIRURGIA (BARI "ALDO MORO")

    Iscrizione all'albo

    02/04/1984 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di FOGGIA (Ordine della Provincia di FOGGIA) n. 3216

    Specializzazione

    10/07/1968 - DERMOSIFILOPATIA (BARI "ALDO MORO")

    23/11/1973 - ALLERGOLOGIA ED IMMUNOLOGIA CLINICA (FIRENZE)

    Abilitazione

    1967 /1  - Medicina e Chirurgia (BARI "ALDO MORO")


Dermatoscopia ed esame istologico per la diagnosi del melanoma

La dermatoscopia e l’esame istologico offrono una diagnosi corretta del melanoma

Scritto da
Prof. Dr Michele Lomuto

Pubblicato il
03/09/2012

La dermatoscopia e il melanoma. La dermatoscopia, se ben fatta, è in grado di confermare o smentire la diagnosi di melanoma. Le statistiche internazionali dicono che un comune dermatologo medio-bravo, con la lente d’ingrandimento, con i propri occhi e la propria esperienza, diagnostica correttamente dai 6 ai 7 melanomi su 10. La dermatoscopia ben eseguita aumenta e migliora questa percentuale anche se ovviamente non può dare il 100%, un risultato che molte volte non può fornire neppure l’esame istologico.

 

La dermatoscopia. È la procedura corretta per evidenziare un melanoma che prevede: ispezione del paziente, osservazione in dermatoscopia con dermatoscopio manuale e solo dopo con il sistema digitale. Questo perché quando andiamo ad osservare con il digitale, abbiamo una perdita della qualità dell'osservazione. Perché ciò che si vede direttamente con il dermatoscopio manuale, attraverso la lente ad occhio nudo, decade nel momento in cui lo trasformiamo in un segnale digitale. Quindi quello che si archivia non è proprio esattamente quello che è stato visto ad occhio nudo con il dermatoscopio manuale. Quindi è sbagliato usare direttamente il dermatoscopio digitale e questo vale anche per il calcolo automatico della superficie del melanoma. La procedura digitale non è del tutto affidabile perché la pressione maggiore o minore della sonda può falsare i risultati. Quindi trattandosi di un'analisi statistica stabilire che un melanoma cresca più o meno nel tempo, considerando che si sta trattando di micron, non è un modo per ottenere risultati precisi. La pressione sul melanoma può variare non solo le sue dimensioni ma anche il gradiente di colore quindi questo tipo di dermatoscopia va fatta con estrema cautela e grande autocritica altrimenti andiamo incontro a probabili disastri.

 

La legge dell’ABCD. Oltre alla considerazione che i melanomi larghi ma sottili sono sicuramente meno aggressivi di quelli nodulari che si insediano a maggiore profondità, c’è la legge dell’ABCD che aiuta nella diagnosi del melanoma.
A = Asimmetria. La forma è asimmetrica, irregolare.
B = Bordi. I bordi non sono regolari e si sfrangiano.
C = Colore. Il colore assume due o tre varianti.
D = Dimensione. In un soggetto adulto, che non cresce più, la lesione invece comincia a crescere.
Questi sono tutti elementi di allarme che rappresentano l’indice di rischio e che devono spingere l’interessato verso una visita specialistica senza indugio.

 

Il sospetto di melanoma. Che ci sia un melanoma più rosso o meno rosso, che ci sia anche un melanoma amelanotico, sono problemi che riguardano gli esperti. Però la persona comune che si vede crescere un neo dopo i 45 anni lo deve far vedere di corsa dallo specialista perché molto probabilmente non è un neo ma un melanoma. Quelli dei piedi poi sono biologicamente più aggressivi quindi sono a maggiore rischio.

 

La diagnosi precoce. Per una diagnosi attendibile di melanoma occorre quindi la dermatoscopia. Se poi sottoponiamo il melanoma ad esame istologico nelle primissime fasi, quando è intra-epidermico e cioè “in situ”, lo si toglie e il problema è risolto perché non è biologicamente capace di dare la metastasi. Mentre è strettamente correlato alla sopravvivenza il suo spessore (secondo l’indice di Breslow). E ci sono tantissimi lavori scientifici che lo dimostrano. Quindi il melanoma va diagnosticato il più precocemente possibile e la cosa migliore è che l’esame clinico e la dermatoscopia siano fatti prima dell’esposizione ai raggi solari o ultravioletti delle lampade, per evitare che venga attivato e si possano avere falsi positivi.



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