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Dr Annalisa Pizzetti

Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia

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laurea

    02/11/1988 - Medicina e Chirurgia (Roma)

    Iscrizione all'albo

    12/07/1989 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di Roma (Ordine della Provincia di Roma) n.40841

    Specializzazione

    04/12/1992 - Dermatologia e Venereologia N.O.

    Abilitazione

    1988 /1 - Medicina e Chirurgia (Roma)


L’invecchiamento della cute è di tipo molecolare e cellulare

Scritto da
Dr Annalisa Pizzetti

Pubblicato il
27/03/2013

L'invecchiamento cutaneo. La cute è un organo rivelatore scrupoloso e significativo. Il medico dermatologo ne è pienamente consapevole e dedica un'attenzione particolare all'aspetto della cute dei pazienti traendo importanti informazioni per definire le terapie.

Infatti poiché la cute, l'organo più esteso del corpo, è in relazione permanente con l'ambiente e con la propria struttura interna è evidente che sia coinvolta in numerosi meccanismi biofisici.

Spesso le lesioni e le alterazioni cutanee rappresentano il campanello d'allarme di numerose patologie croniche, metaboliche, ormonali, organiche, psicosomatiche e soprattutto neoplastiche.

Analogamente, trovandosi a diretto contatto con l'ambiente esterno e con gli stimoli che ne provengono, la superficie cutanea risponde, subisce e protegge dai loro effetti, nei limiti comunque delle concrete possibilità. Queste considerazioni hanno lo scopo di sottolineare quanto sia rilevante, per conservare l'organo cute in salute e con un buon aspetto, operare sia dall'interno (nutrizione adeguata, controllo dello stress e del distress, ovvero stress negativo, spesso in forma cronica, che produce effetti negativi sulla psiche e sull'organismo, attività fisica ed abitudini di vita) sia dall'esterno (preservandolo da aggressioni dei raggi UV, dagli inquinanti, dai metalli pesanti, dal fumo e dall'alcool). 

 

L'azione del tempo. Durante gli anni le modificazioni che avvengono nel corso del processo di invecchiamento sono di tipo molecolare e di tipo cellulare quindi indipendenti dai fattori esterni.

Il cosiddetto invecchiamento intrinseco, si evidenzia quando diminuisce:

• il tournover dei cheratinociti

• la rigenerazione dei fibroblasti nel derma

• la produzione di acetilcolina utile per la contrazione muscolare

• la capacità di riparare il DNA

• il numero totale e la funzionalità delle ghiandole sebacee. 

 

L'invecchiamento estrinseco è l'invecchiamento caratterizzato da modificazioni cellulari provocate soprattutto dagli stress ambientali.

La luce solare, il fumo e l'inquinamento producono infatti i radicali liberi, composti di ossigeno altamente instabile, che hanno la capacità di sottrarre alcuni elettroni alle molecole sane circostanti, generando in questa captazione energetica altri radicali liberi e danneggiando le stesse cellule.

Un ulteriore fenomeno correlato con l'invecchiamento estrinseco è l'infiammazione, nelle due componenti distinte di eritema ed edema: i radicali liberi, attaccando e degradando i grassi della membrana cellulare, liberano acido arachidonico e innescano a cascata il fenomeno infiammatorio che a sua volta produce altri radicali che attivano i fattori di trascrizione.

Negli ultimi anni si è approfondito il ruolo dei fattori di trascrizione i quali normalmente regolano la produzione di tutta una serie di enzimi.

Se iperstimolati o attivati in maniera anomala, questi fattori possono dare il via a tutta una serie di reazioni enzimatiche (collagenasi e ialuronidasi) che provocano la degenerazione delle proteine del derma. 

 

Le conseguenze negative. Gli effetti collaterali che si ripercuotono sulla cute sono quindi:

- assottigliamento, irrigidimento, perdita di elasticità del derma e diminuzione di sostanza fondamentale;

- danni alle membrane cellulari con perdita di acqua e conseguente disidratazione;

- ridotta capacità di riparazione tissutale, perdita della capacità di correggere i danni indotti dai radicali liberi;

- danni alla proliferazione dei cheratinociti, disregolazione del processo di cheratinizzazione con conseguente atrofia o ipercheratosi e senescenza cutanea.

 

Tutto ciò si traduce spesso in perdita del tono e della morbidezza della cute, secchezza e assottigliamento dello spessore epidermico, formazione di microrughe (scarring), presenza di teleangectasie e iperpigmentazioni, perdita dell'elasticità del derma, formazione di pieghe, scivolamento dei tessuti verso il basso, formazione di borse e perdita dei contorni cutanei.



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