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Prof. Dr Giorgio Calabrese

Specialista in Scienze dell'Alimentazione

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laurea

    09/11/1977 -Medicina e Chirurgia (Catania)

    Iscrizione all'albo

    10/03/1978 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di ASTI (Ordine della Provincia di ASTI)

    Specializzazione

    09/07/1987 - Scienza dell'Alimentazione Indirizzo Nutrizionistico (Pavia)

    Abilitazione

    1977 /2  - Medicina e Chirurgia (Catania)


Come nutrirsi quando si soffre di malattie del fegato?



Scritto da
Prof. Dr Giorgio Calabrese

Pubblicato il
27/03/2013

Con lo stress della vita moderna nel nostro corpo c'è soprattutto una ghiandola, la quale è la più grande che abbiamo, il fegato, che patisce più di tutti gli altri organi.

Nutrizione e fegato sono correlati in modi molto stretti fra loro e una speciale attenzione all'alimentazione e al regime dietetico può aiutare a mantenerlo o a farlo ritornare sano.

Il fegato è un potente laboratorio chimico all'interno del corpo e converte il cibo in energia di riserva, agendo da filtro per rimuovere le sostanze tossiche dal sangue. Questa importante ghiandola ci aiuta ad sfruttare bene gli effetti salutisti dei farmaci assunti e veicola importanti sostanze chimiche usate dall'organismo, come la bile, che è essenziale per la digestione dei grassi nell'intestino tenue.

Oggi si parla molto di "fegato grasso" o di steatosi epatica. In condizioni normali, il grasso della dieta è di solito metabolizzato dal fegato e da altri tessuti; se la quantità eccede quello che è richiesto dal corpo, viene depositato nel tessuto adiposo. Per evitare e prevenire l'insorgenza del fegato grasso ci sono due possibilità: se è di origine alcolica, occorre limitarne o interromperne l'assunzione dell'etanolo in tutte le sue forma; se è di origine alimentare, invece, bisogna tenere d'occhio la dieta, riequilibrandolo con cibi di stagione e regimi personalizzati.

La maggior parte dei casi di fegato grasso sono dovuti all'obesità. Riduzioni graduali di peso ridurranno l'ingrossamento del fegato dovuto al grasso e associato ad anormalità nei test del fegato. La dieta ideale che va sempre impostata, personalizzata da un dietologo rimane comunque sempre la dieta mediterranea (dieta cioè ricca in frutta, vegetali, legumi, pesce, carboidrati complessi e povera in grassi animali e zuccheri semplici).

 

Testo pubblicato su:  Famiglia Cristiana del 10 Giugno 2010



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