Prof. Dr Giorgio Calabrese

Specialista in Scienze dell'Alimentazione

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laurea

    09/11/1977 -Medicina e Chirurgia (Catania)

    Iscrizione all'albo

    10/03/1978 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di ASTI (Ordine della Provincia di ASTI)

    Specializzazione

    09/07/1987 - Scienza dell'Alimentazione Indirizzo Nutrizionistico (Pavia)

    Abilitazione

    1977 /2  - Medicina e Chirurgia (Catania)


Come si mangia in ospedale?



Scritto da
Prof. Dr Giorgio Calabrese

Pubblicato il
27/03/2013

Anche in questo santo periodo natalizio gli ospedali purtroppo sono pieni di ammalati ricoverati che, oltre alle cure quotidiane, attendono anche di essere nutriti in modo adeguato, senza dimenticare che anche dal cibo possa derivare un po' di appagamento e di gioia. Purtroppo le notizie che il Ministero della Salute ha dato in questi giorni non sono confortanti: in ospedale, in genere, si mangia male, anzi molto male! La malnutrizione, che riguarda il 31% dei pazienti ricoverati, rallenta la risposta alla cure e appesantisce molto le spese sanitarie.

Il Ministero ha pubblicato le "Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera e assistenziale" perché la cattiva alimentazione, dovuta a cibo scadente, mancanza di screening nutrizionali e personale non sempre adeguato a questo ruolo, fanno allungare del 55% la durata dei singoli ricoveri. Si è fatto un calcolo: se si mangiasse adeguatamente si potrebbe diminuire, in un anno, circa l'8,5-9% delle giornate di ricovero, con un utile che va da 1 a 3 milioni di euro.

Cosa provoca il problema? Non tutti gli ospedali hanno un dipartimento di Dietetica che sappia scegliere le materie prime alimentari di buona qualità, con una particolare attenzione ai cibi a filiera corta, cioè prodotti dai contadini locali, quindi a km. zero, come ormai si è soliti dire. L'eco-sostenibiltà e la difesa del proprio territorio diventano un elemento differenziale non solo sulla qualità ma anche sul costo delle derrate alimentari e, soprattutto, sul risparmio di CO2 nell'aria che respiriamo, grazie al minor tragitto automobilistico o aereo. Il benessere alimentare diventerà sempre di più un valore assoluto per guarire meglio e più velocemente i pazienti ricoverati. A loro bisognerà garantire buoni standard, orari tradizionali dei pasti come quelli casalinghi e rispetto delle festività, anche in ospedale!

 

Testo Pubblicato su: Famiglia Cristiana del 18 Dicembre 2010



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