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Prof. Dr Mario Carrabba

Medico Chirurgo Specializzato in Reumatologia

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laurea

    24/11/1964 - MEDICINA E CHIRURGIA (MILANO)

    Iscrizione all'albo

    14/06/1965 - Albo Provinciale dei Medici Chirurghi di MILANO (Ordine della Provincia di MILANO) n. 12307

    Specializzazione

    07/07/1967 - CARDIO-REUMATOLOGIA (FERRARA)

    Abilitazione

    1965  - Medicina e Chirurgia (MILANO)


L’osteoporosi è di pertinenza soprattutto del Reumatologo

Il Reumatologo sa come riconoscerla, indicare i trattamenti per l’osteoporosi

Scritto da
Prof. Dr Mario Carrabba

Pubblicato il
19/09/2012

La frequenza dell’osteoporosi. Attualmente il sospetto e la ricerca dell’osteoporosi è molto frequente e normalmente di competenza  del Reumatologo, ma molte signore soprattutto in menopausa, si fanno prescrivere esami di laboratorio, per valutare la situazione dello scheletro, anche dai medici generici.

Costoro, una volta valutati i risultati degli esami, riscontrano spesso una situazione osteoporotica e quindi fondamentalmente un deficit di calcio nello scheletro che comporta una certa esposizione e facilità nei confronti di fratture anche a seguito di traumi relativamente minori.

Vengono allora prescritti farmaci per l’osteoporosi che consistono soprattutto nel calcio, nella vitamina D, nei Bisfosfonati, allo scopo evidentemente di prevenire inconvenienti migliorando la situazione calcica dello scheletro. Una adeguata prescrizione di esercizi mirati rappresenta una indispensabile integrazione alle cure mediche.

 

I farmaci tradizionali per l’osteoporosi. I Bisfosfonati, insieme al calcio e alla vitamina D, sono dunque i farmaci più prescritti.

I Bisfosfonati hanno avuto un periodo di grande gloria e sono stati prescritti a tonnellate mentre di recente hanno avuto una sorta di crisi soprattutto a causa della comparsa, in un numero peraltro limitato di casi, della famosa osteonecrosi del mascellare.

È una grossa seccatura perché significa che un pezzo di osso mascellare va in necrosi, cioè muore, e si formano dei buchi nella mascella.

Per questa ragione i dentisti, soprattutto quelli che inseriscono degli impianti dentari si terrorizzano e terrorizzano i pazienti chiedendo loro regolarmente se hanno in corso trattamenti con questi preparati.

Poiché molte persone sono trattate per l'osteoporosi con i Bisfosfonati nasce un problema serio e il dentista rinuncia a qualsiasi intervento per paura che, anche se in pochi casi, questi farmaci possano dar luogo a complicanze sul lavoro che egli dovrebbe fare.

Si sono aperte due strade, una è quella di sospendere temporaneamente il trattamento con i Bisfosfonati e l’altra è quella che propone farmaci nuovi.

 

I nuovi farmaci per l’osteoporosi. L’allargamento delle persone che hanno bisogno del trattamento per l'osteoporosi ha fatto emergere gli inconvenienti dei trattamenti tradizionali e ha stimolato la ricerca di nuovi farmaci che offrano possibilità interessanti.

Un farmaco uscito di recente, e particolarmente costoso, ha come principio attivo il Denosumab, che consiste in un anticorpo monoclonale di sintesi che neutralizza una molecola umana favorente l’ osteoporosi.

Questo farmaco ha anzitutto il grandissimo vantaggio di non essere un Bisfosfonato, con i potenziali problemi dentari che ne derivano, ma la cosa più interessante è che si somministra con un'iniezione ogni sei mesi, dando una copertura per lo stesso periodo di tempo e quindi ha goduto di grande fortuna fin dal suo apparire.

Dato però che ogni fiala costa circa 300 euro, il Servizio Sanitario Nazionale lo autorizza solo per categorie molto ristrette e cioè per le persone che si sono fratturate in più occasioni a causa dell’osteoporosi e che sono resistenti ai trattamenti tradizionali, cioè calcio, vitamina D e Bisfosfonati.

Comunque per alcuni pazienti scarsamente aderenti ai regimi terapeutici tradizionali è una spesa che potrebbe valere la pena di affrontare dato che va suddivisa per 6 mesi.

 

Chi cura l’osteoporosi. Sicuramente l'Ortopedico non è la persona giusta, perché con tutti questi farmaci non ha molta dimestichezza, mentre il Reumatologo nell'ambito delle terapie farmacologiche dell'apparato locomotore è sicuramente più qualificato, perché sia dal punto di vista diagnostico sia da quello terapeutico, se non ci sono accidenti traumatici, è lo specialista di riferimento.

Ci sono anche altre figure professionali, come il fisiatra, l’internista e il ginecologo, ma in linea di massima devono essere considerati come una seconda scelta.

Chi scopre quindi di avere l’osteoporosi è bene che si rivolga al Reumatologo come specialista in grado di valutare gli esami che ha fatto, di diagnosticare la situazione, di prescrivere il trattamento idoneo.



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