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Esofagite: infiammazione dell'esofago, causata da materiale acido proveniente dallo stomaco

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Scritto da

Gaia Cortese, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 06/08/2010

Modificato il 06/08/2010

L'esofagite è un’infiammazione dell’esofago, dovuta al contatto tra l’acido risalito dallo stomaco e l’esofago. Si tratta di un disturbo spesso associato al reflusso gastrico e colpisce in genere il 35 per cento delle persone che soffrono di questo disturbo; di solito si parla, infatti, di reflusso con o senza esofagia. L’esofagite può essere più o meno grave a seconda del grado di infiammazione che provoca nell’esofago: esistono, infatti, cinque gradi di classificazione in base alla gravità delle lesioni provocate.

 

Esofagite e reflusso gastrico.
Le cause scatenanti dell’esofagite sono abbastanza chiare: il reflusso provoca la risalita di materiale acido nell’esofago, l’acido che entra in contatto con la mucosa dell’esofago lo irrita e provoca infiammazioni e ferite. Una volta comparsa, l’esofagite può causare difficoltà a deglutire, sanguinamento, ulcera gastrica, ulcera duodenale, cicatrici, stenosi (restringimento dell’esofago stesso). Sono proprio le cicatrici che si formano in seguito alle infiammazioni dell’esofago che, in un secondo tempo, causano il suo restringimento, e per questo motivo, ai primi sintomi occorre intervenire tempestivamente. Quando poi le ferite causate dall’esofagite sono molto profonde, l’infiammazione può portare anche allo sviluppo di tumori.

 

Per guarire si inizia con la dieta.
Come nei casi di colite e gastrite, la cura della patologia prevede di cambiare le cattive abitudini alimentari, rimuovendole del tutto, e affrontare la situazione acuta con rimedi a carattere temporaneo. In questo caso la dieta è importantissima: spezie, cibi salati, alcolici e liquori, caffè e cioccolato vanno evitati. Nel momento in cui si soffre di reflusso esofageo un accorgimento può essere quello di non rimanere in posizione orizzontale e intervenire con farmaci antiacido e digestivi per digerire più velocemente e meglio. Se i disturbi non passano, occorre consultare il medico per una visita gastrica ed eventuali esami clinici (endoscopia): i sintomi dell'esofagite sono infatti molto simili a quelli della fase iniziale dell'ernia iatale, che è invece un'alterazione anatomica di una parte dello stomaco che finisce per passare attraverso un foro del diaframma.

 



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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