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Idrocefalo normoteso: dilatazione dei ventricoli cerebrali nell'anziano

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esame diagnostico TAC Tomografia assiale computerizzata operazioni La neurochirurgia per migliorare visita di controllo Malformazione neonatale


Scritto da

Daniela Gallotti, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 05/08/2010

Modificato il 05/08/2010

L'idrocefalo normoteso è una particolare affezione dell'anziano, di cui non sono note le cause scatenanti, ma per comprendere in cosa consiste è bene spiegare che cosa si intende più genericamente con idrocefalo.

 

Che cos'è l'idrocefalo.
Si parla di idrocefalo per indicare una condizione patologica causata dall'aumento del volume del liquido cefalorachidiano, il liquor, contenuto nei ventricoli cerebrali: può essere causato da un'ostruzione a livello del sistema ventricolare, da una produzione eccessiva di liquor o da un suo scarso riassorbimento.
Le cause e le manifestazioni dell'idrocefalo dipendono dall'età del paziente: nel caso di malformazione neonatale, urge l'intervento chirurgico dopo la nascita per la deviazione del liquor in eccesso con un catetere, pena un grave ritardo psicomotorio nello sviluppo, spasticità e crisi epilettiche.
Nel caso dell'adulto l'idrocefalo, diagnosticabile tramite la TAC, provoca dilatazione cerebrale e ipertensione endocranica, e i sintomi si manifestano con cefalea, senso di peso, vomito a digiuno: anche nel caso dell'adulto la terapia dell'idrocefalo resta chirurgica, per l'eliminazione della lesione e dell'accumulo di liquor.

 

Idrocefalo normoteso dell'anziano: una demenza operabile.
Negli anziani la manifestazione più frequente è di idrocefalo normoteso, ossia di una condizione patologica in cui tuttavia la pressione del liquor si stabilizza: si manifesta con un progressivo deterioramento delle facoltà mentali, con difficoltà nella deambulazione e, in un secondo momento, con ripetuti episodi di incontinenza urinaria. Come risulta evidente, il quadro clinico assomiglia a quello della demenza, con la quale tuttavia non va confuso: a differenza di malattie come il morbo di Alzheimer o il morbo di Parkinson, l'idrocefalo normoteso è infatti un'affezione operabile dalla neurochirurgia e quindi le condizioni del paziente possono nettamente migliorare. Col drenaggio del liquido cefalorachidiano, infatti, nonostante la pressione sia normale, la malattia regredisce.
L'intervento più praticato è lo shunt, ossia il posizionamento appunto di un catetere di drenaggio dal ventricolo per creare una derivazione per il liquor. Oggi è considerata un'alternativa la ventricolocisternostomia: viene introdotto un neuroendoscopio nelle cavità ventricolari che monitora la situazione con una videocamera e che con un apposito strumento permette di correggere l'idrocefalo normoteso.

 



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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