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Dislessia: disfunzione dell'apprendimento di orgine neurobiologica

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Dislessia Dislessia Sintomi principali Sintomi principali Discalculia Discalculia


Scritto da

Massimo Miliani, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 05/07/2010

Modificato il 05/07/2010

La dislessia è un disturbo dell'apprendimento di origine neurobiologica che non permette una corretta lettura. Sintomi della dislessia possono essere diagnosticati già nell'ultimo anno di scuola dell'infanzia, ma per una diagnosi corretta si attendono i primi due anni della scuola elementare, ossia in quella fase dell'apprendimento dove al bambino vengono forniti gli strumenti utili alla lettura e alla scrittura. Coinvolgendo un'abilità complessa come la lettura, i sintomi principali della dislessia sono diversi da soggetto a soggetto e consistono generalmente in una grossa difficoltà nel distinguere grafemi tra loro simili.
La dislessia va distinta da altri disturbi neurobiologici: la disgrafia è un disturbo della scrittura, che si manifestà con difficoltà nella riproduzione di segni alfabetici e numerici; si parla invece più propriamente di discalculia quando le difficoltà di apprendimento si incontrano nei calcoli, e da studi recenti si è verificato che la base neurologica di questo disturbo è differente rispetto a quella della dislessia.

 

È necessaria una diagnosi tempestiva
Alle volte la dislessia può non essere diagnosticata in maniera tempestiva durante l'età evolutiva. Questo perché i sintomi vengono celati da un quoziente intellettivo molto alto del bambino che gli permette di intuire e superare le sue difficoltà di decodifica. In questi casi la scoperta della disturbi può arrivare addirittura in quinta elementare con conseguenze più gravi rispetto a una diagnosi precoce. I fallimenti e i disagi a cui sono sottoposti i bambini dislessici non possono essere sottovalutati. I problemi scolastici sono la base di una scarsa autostima che si può protrarre fino all'adolescenza. La dislessia infantile non individuata può portare a comportamenti di rifiuto dell'ambiente scolastico caratterizzati da aggressività, atteggiamenti disturbanti, demotivazione all'apprendimento e in alcuni casi, ansia e depressione.

 

Serve una metodologia didattica personalizzata
La dislessia non è sintomo di una malattia, bensì un disturbo neurobiologico. E come tale va trattato, insegnando al bambino delle strategie di apprendimento differenti, mirate al superamento delle sue difficoltà di codifica lessicale. Il processo di apprendimento dovrà essere mirato al superamento delle lacune di base incorse con la didattica tradizionale e, parallelamente, allo sviluppo delle capacità di lettura mediante degli accorgimenti educativi mirati. Fondamentale, in questo senso, la responsabilizzazione e la gratificazione del bambino alle prese con l'apprendimento.



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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