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Ematuria: presenza di sangue nelle urine

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Fatica Ematuria da sforzo Calcoli renali Ematuria asintomatica Urine Urine


Scritto da

Daniela Gallotti, giornalista professionista (Ordine regionale della Lombardia)


Pubblicato il 05/08/2010

Modificato il 05/08/2010

L'ematuria è la presenza di sangue nelle urine: il sangue può provenire dall'uretere se ci sono processi infiammatori in corso o calcoli incuneati, dalla vescica a causa di cistiti, calcoli o tumori, o dai reni, ancora una volta per calcoli, infezioni, ma anche tumori, glomerulonefriti acute e così via.
Visto che l'ematuria può essere una delle manifestazioni di eventuali malattie delle vie urinarie o dei reni, è bene rivolgersi prontamente al medico. Vediamo ad ogni modo più nello specifico alcune delle cause all'origine dell'ematuria.

 

Le cause dell'ematuria
L'ematuria più frequente, soprattutto nelle donne, è di origine vescicale ed è causata da forme di cistite batterica.
Il sanguinamento renale può avere origine nei glomeruli a causa di una nefropatia ma può essere anche causato dalla rottura di una cisti, soprattutto nei soggetti affetti da rene policistico. Più raro il caso di necrosi papillare, di norma provocata da un abuso di farmaci analgesici. Esiste anche una forma benigna di ematuria di origine renale, la cosiddetta sindrome dello schiaccianoci: avviene quando la vena renale sinistra viene "schiacciata" fra l'aorta addominale e l'arteria mesenterica superiore, con frequenti dolori lombari, e si rende necessaria una correzione chirurgica.
Il sanguinamento pelvico o uretrale è spesso causato da calcoli: è il caso frequente dell'ematuria asintomatica, perché se il calcolo è nascosto nella pelvi renale può non provocare alcun dolore e causare solo piccole perdite di sangue; se invece il calcolo occupa l'uretere si ha la tipica e dolorosa colica renale, e le perdite di sangue sono dovute alla lesione delle pareti da parte del calcolo; se il calcolo finisce addirittura per ostruire l'uretere, l'urina non defluisce e quindi anche l'ematuria si interrompe.
È molto frequente anche l'ematuria da sforzo, per esempio dopo una corsa a piedi o in bicicletta, e persino dopo il nuoto: è frequente e benigna e recede spontaneamente dopo qualche giorno.
Si parla di ematuria macroscopica se la presenza di sangue nelle urine è abbondante e il colore diventa palesemente rossastro e torbido; l'ematuria è invece microscopica se ad occhio nudo non è riscontrabile la presenza di sangue e si rende necessario l'esame delle urine per rilevare eventuali globuli rossi.

 

Attenzione a non confondersi
In alcuni casi il colore delle urine inganna e non c'è alcuna traccia di sangue e quindi di ematuria. Esistono infatti alcuni farmaci che, nel corso della loro eliminazione dall'organismo, conferiscono alle urine un caratteristico colore rosso, come i glucosidi antrachinonici, contenuti per esempio nel rabarbaro o nell'aloe, o la rifampicina, presente in alcune vitamine del gruppo B e nei purganti.



Fonti:

- Enciclopedia Treccani (Novecento) - Ist. della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani Ed. 1990 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- Enciclopedia della Medicina - DeAgostini Ed. 2010 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link
- L'Universale della Medicina - Garzanti Ed. 1995 - Autori e riferimenti scientifici: vedi link





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