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Esami strumentali per individuare l'aritmia cardiaca

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Un muscolo Il cuore Anomalia del cuore Aritmia cardiaca


Scritto da

Francesco S. Cantù, giornalista pubblicista (Ordine giornalisti della Lombardia) tessera N° 118321


Pubblicato il 08/10/2009

Modificato il 08/10/2009

L’aritmia cardiaca è un’anomalia con sequenze di battiti del cuore irregolari: troppo lente, troppo veloci o condotte seguendo un percorso elettrico anomalo. Il cuore è un muscolo con 4 camere che lavorano in modo efficace, affidabile e costante per tutta la vita. Le pareti muscolari di ogni camera si contraggono regolarmente, pompando il sangue in base alla richiesta dell’organismo e impiegando il minor quantitativo possibile di energia per ogni contrazione. La contrazione dei muscoli cardiaci è automatizzata da impulsi elettrici che attraversano il cuore in modo specifico e a velocità controllata. Quando i battiti del cuore sono troppo veloci ci troviamo di fronte a una tachicardia, quando invece sono troppo lenti a una bradicardia.

 

Le principali cause dell’aritmia cardiaca sono causate da cardiopatie, soprattutto le coronopatie, le valvulopatie e l’insufficienza cardiaca. A volte l’aritmia cardiaca è congenita, altre può insorgere per un’iperfunzione tiroidea. La tachicardia può invece essere scatenata da eccessivi sforzi fisici, stress, abuso di alcol e fumo o dall’assunzione di alcuni farmaci. La bradicardia insorge per dolore, fame, astenia, disturbi digestivi, ma nella maggior parte dei casi si risolve da sola.

 

L’aritmia cardiaca può essere innocua ma anche letale, a volte un’aritmia innocua dà gravi sintomi, al contrario una mortale non ne dà affatto. Inoltre l’aritmia può aggravare i sintomi di una patologia cardiaca di base. La diagnosi più utilizzata per confermare l’aritmia cardiaca e determinarne la causa è l’elettrocardiografia, ma spesso i cardiologi ricorrono a uno strumento chiamato Holter, un registratore portatile che consente di monitorare il cuore per un periodo più lungo, 24 ore, rispetto all’elettrocardiogramma. Altri esami diagnostici comprendono l’ECG e controllo della pressione arteriosa sotto sforzo e lo studio elettrofisiologico.


Domande più frequenti

1. L’aritmia da che cosa è originata?
Certe volte per una vera patologia altre volte la si riscontra in un cuore normale che per vari motivi batte con un ritmo irregolare. Solitamente il cardiologo riesce a stabilire la causa esatta di quest’alterazione.

2. L’aritmia pregiudica la funzionalità cardiaca?
Dipende dal tipo di aritmia: se si tratta di una banale extrasistole non viene pregiudicata alcuna funzionalità cardiaca, mentre altri tipi di aritmia possono interferire con la circolazione sanguigna.

3. Quando un’aritmia è considerata grave?
Quando compromette la funzione di pompa cardiaca. Il livello di gravità dipende in parte dalla sede di origine dell’aritmia, che può essere il pacemaker naturale del cuore, gli atri o i ventricoli. Generalmente le aritmie che nascono nei ventricoli sono più gravi di quelle atriali che a loro volta sono più gravi di quelle del pacemaker fisiologico. Esistono tuttavia molteplici eccezioni che solo il cardiologo può individuare con precisione.

4. L’aritmia può essere curata?
Nella maggior parte dei casi determinati farmaci antiaritmici possono essere efficaci per eliminare tachicardie, tuttavia non ne esistono di specifici capaci di guarire tutte le aritmie in qualsiasi paziente. Insomma la cura è molto soggettiva da paziente a paziente.

5. Quando occorre inserire un pacemaker artificiale al paziente?
Il pacemaker artificiale è un congegno elettronico che sostituisce il pacemaker fisiologico. Di solito vengono impiantati per la bradicardia, più raramente per il trattamento di tachiaritmie.

6. Quando occorre impiantare un debrifillatore al paziente?
Il debrifillatore impiantabile riconosce automaticamente le tachicardie e scarica uno shock per convertire l’aritmia a un ritmo normale. Lo si impianta quando un paziente rischia di morire per un’aritmia grave

7. Perché l’extrasistole atriale può essere terrificante?
La spaventosa sensazione che palpitazioni, colpi, improvvisi rallentamenti dei battiti cardiaci sono dovuti a questo tipo di aritmia occasionale chiamata extrasistole. Tra la contrazione prematura e il successivo battito intercorre una brevissima pausa che suscita l’allarmante sensazione di un arresto del cuore.

8. Quali conseguenza ha l’extrasistole atriale?
Di solito non arreca alcun disturbo se non appunto una fastidiosissima esperienza del cuore che si ferma.

9. Da che cosa è originata l’extrasistole?
Da molti fattori tra cui stanchezza, nervosismo, irritabilità, intossicazione da medicinali, più raramente da una patologia.

10. Il fumo può provocare un’extrasistole?
È una della cause più comuni di questo disturbo.




Fonti:

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